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Olio tunisino: si ribellano gli agricoltori pugliesi

Troppo olio di qualità scadente e senza alcun controllo fito-sanitario arriva dalla Tunisia e da altri paesi. Poi viene spacciato per extra vergine italiano

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2018-08-14 14/08/2018 ore 9:00

Povera Puglia! Terra generosa e sfortunata. A volte la sua sfortuna viene proprio da alcuni suoi figli che senza anima e umanità vivono sfruttando gente disperata e la manda a morire per pochi euro. A volte è la natura a colpire duro e attacca uliveti secolari con la xylella. Ma più spesso sono le leggi e le decisioni delle varie autorità “preposte” a vanificare il lavoro dei contadini e a sacrificare i prodotti di questa terra.

E’ di qualche giorno fa la nuova e forte protesta dei produttori di olio Pugliesi di fronte all’inarrestabile afflusso di sempre maggiori quantità di olio dalla Turchia. Anche Coldiretti fa sentire la sua voce attraverso la denuncia di Angelo Corsetti (direttore Coldiretti Puglia).

Già altre volte, Radiocolonna,  ha toccato l’argomento che tra vergogna, truffe e malgestiti accordi internazionali, mette in discussione la realtà di un must dell’agricoltura italiana, oltre a recare danni alla salute e all’economia di portata gigantesca. Continua Corsetti “Di fronte al moltiplicarsi di frodi e speculazioni, con olio di bassa qualità venduto come extravergine o olio straniero spacciato per italiano bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero…”. Dalla Tunisia, correo l’accordo del 1998 arriva qualunque tipo di olio: di bassa e bassissima qualità e senza alcun controllo sui trattamenti che gli ulivi tunisini sopportano.

Quantità impensabili (nel’18 sono aumentate del 260%!!!) vendute a prezzi più che sottocosto e che poi vengono acquistate da “marchi nazionali”, quasi tutti delocalizzati, e che di italiano conservano solo il nome perchè arcinoto, da decenni, ai mercati nazionali ed esteri.

I dati che il centro CIA-agricoltori italiani ci ha fornito parlano chiaro. Gli italiani consumano annualmente un quantitativo medio di 550 tonnellate di olio d’oliva. L’Italia ne esporta mediamente poco meno di 400.000 di olio di oliva. La principale destinazione rimane gli Stati Uniti. La produzione nazionale negli ultimi anni si attesta in media su 330.000 ton. E anche se le cose sono, per ora, in miglioramento è evidente che manchino all’appello circa 600.000 tonnellate, che devono essere, ovviamente importate. Poi sapientemente miscelate nel calderone del Mago Merlino di turno finiscono sugli scaffali dei super etichettate come “olio extra vergine d’oliva”! Magari a 3/4 Euro la bottiglia!

Le superfici  coltivate, in Italia, si stanno, purtroppo, assottigliando per 1000+1 ragioni, le annate sono imprevedibili e gli italiani, brava gente, per lo più seguono le indicazioni sui trattamenti ammessi e non. Tutto questo non favorisce certo grosse produzioni! Ma c’è anche un’altra grande montagna difficile da scalare: l’incapacità (sotto tanti punti di vista) e la non volontà dei piccoli produttori di fare rete e di presentarsi compatti e agguerriti sul mercato. Occorre una campagna di “istruzione” e di “persuasione”. Occorre l’intervento della politica “alta”, occorre che l’agricoltura non sia più la Cenerentola d’Italia o che venga svenduta a fronte di altri accordi.

I piccoli/medi produttori cercano di applicare nuove migliorie ma se non c’è un Santo in Paradiso che li protegge nessuno fra pochi anni, nel Bel Paese, prenderà mai più in mano una zappa. Tanto non conviene!!!

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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