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Vaccino antinfluenzale: la grande corsa alla profilassi

Grande incremento del numero dei vaccinati che deve spingere gli ultimi rimasti a correre al più presto verso le scorte sempre più ridotte

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2018-12-7 7/12/2018 ore 9:00

A tutti noi è capitato, in questi giorni, di leggere o di sentire: “mancano/scarseggiano i vaccini antinfluenzali, anzi alcune ASL li hanno esauriti”. Beh, possiamo stare tranquilli ma dobbiamo muoverci alla svelta ed entrare in farmacia/ASL per la vaccinazione.

Sicuramente quest’anno il numero delle persone che ha scelto VOLONTARIAMENTE di vaccinarsi è aumentato rispetto a quello degli altri anni e questo ha fatto scattare l’allarme. Che sia stato il “contro effetto” delle manifestazioni No Vax, che sia stata una maggior presa di coscienza e la volontà di ammalarsi il meno possibile, fatto sta che, i vaccini sono andati via più del pane.

Per chi segue da anni la profilassi antinfluenzale basta una sola dose ad inizio stagione ma per chi è alla sua prima volta serve un richiamo nei tempi che indicherà il medico. La stagione per la vaccinazione è agli sgoccioli e quindi sollecitiamo tutti a provvedere. Le previsioni, ahinoi, parlano di un picco influenzale proprio durante queste prossime feste. Quindi se ne nessuno vuol passare il Natale o il Capodanno con il termometro in bocca, “gambe in spalla” e via verso la punturina.

Quest’anno, poi, si è creata una certa confusione per la comparsa di un nuovo vaccino che, si dice, potrebbe dare una copertura maggiore. Quindi tutti in fila per quello (ora è completamente esaurito, anche, perchè prodotto in piccola quantità) dimenticando per troppi giorni la normale profilassi.

Il Ministero della Sanità, ben prima della stagione fatidica, stabilisce la quantità e i diversi ceppi che devono essere presenti nelle unità antinfluenzali. In stretto accordo con AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e con OMS. Questo per dire che i vaccini non sono MAI il frutto della ricerca della singola casa farmaceutica ma che vengono prodotti seguendo linee guida ben precise e ben studiate. Nascono tutti uguali e con gli stessi dosaggi. Quelli tradizionali che abbiamo usato e che ancora si possono trovare sono TUTTI trivalenti e “progettati” per ripararci da tre grossi ceppi influenzali:
virus dell’influenza A H1N1,
virus dell’influenza A H3N2,
virus dell’influenza B B/Victoria

In questa campagna 2018/19 ha creato scompiglio la comparsa del famoso quadrivalente che oltre ai sopracitati 3 virus ne ha aggiunto un altro di tipo B (B/Yagamata). Ed ecco spiegato, in parte, il perchè di questa presunta corsa verso la profilassi. Naturalmente anche questa new entry ha avuto il placet del MSS e degli altri organi competenti. Solo a fine inverno/inizio primavera, esaminate le migliaia di casi di influenza, si potrà dire se è stata o meno una scelta vincente.

Certo che ogni anno i virus aumentano e mutano in modo quasi imprevedibile. Vi ricordate quanti di noi hanno passato un pezzettino d’estate tremanti di febbre e con la tosse? Chi se l’aspettava? Non sta a noi cercare e spiegarne le cause ma, è sotto gli occhi di tutti come l’andamento del malanno sia infido e strisciante.

Non sottovalutiamo MAI le conseguenze che la “banale influenza” può scatenare: dalla polmonite, alle grosse bronchiti ecc. Quindi proteggiamoci e proteggiamo i soggetti più deboli (bambini, anziani e chi è spesso a contatto con molte persone). Usiamo il farmaco che ci indica il medico MAI quello che pare più di moda!

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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