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Dog Mania: il cane entra anche in ospedale

Il nostro bel Fido, oramai, fra bar, ristoranti, supermercati e spiagge entra ovunque ma non tutti sono d’accordo. Quali sono le regole?

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di Michele La Porta | 2019-05-24 22/05/2019 ore 10:19
(ultimo aggiornamento il 24 Maggio 2019 alle ore 8:29)

Gli italiani spendono più per gli animali che per i bambini. Con oltre 12 milioni di euro per l’acquisto di cibi e bevande per cani e gatti e 3 milioni per accessori e giochi, oramai si può parlare di Dog Mania. Non a caso,  nelle nostre abitazioni, ci sono  ben 7 milioni di cani.

Solo negli ultimi anni, nel nostro Paese, sono nati bar e ristoranti dedicati al nostro amico a quattro zampe ma l’ultima novità è la possibilità che i cani possano fare in visita ai loro padroni in ospedale. Quelli aperti, sia chiaro, perché sono oltre 170 quelli che hanno dovuto chiudere grazie a una politica di austerity sanitaria.

In ospedale
Non fra i reparti ma in un’area all’interno dell’ospedale appositamente adibita per  l’incontro. Lo spazio, il primo in una struttura sanitaria pubblica nel Lazio, è stato inaugurato all’Ospedale dei Castelli, vicino a Roma. L’area “4 Zampe con te”, nasce dalla collaborazione fra la Asl Roma 6, la struttura regionale Promozione e Prevenzione della Salute e l’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana (Izp), e consente e disciplina l’accesso di cani, gatti e conigli in visita a pazienti ricoverati.

Criticità igienico sanitarie?
L’incontro fra i degenti e il loro animale domestico è disciplinato da un regolamento specifico per l’  ospedale che garantisce i benefici derivanti dal contatto con gli animali e assicura che tale interazione non presenti criticità di tipo igienico-sanitario verso altri degenti e l’ambiente circostante.  Si sostiene che l’incontro con la bestiola aiuti a tutelare il benessere psico-fisico dei degenti.

Favorevoli e contrari
La notizia, ovviamente, ha fatto subito scalpore fra chi l’ha appresa positivamente e chi in modo assolutamente perplesso. Ma parlando di criticità igienico-sanitarie, la diatriba ancor più controversa è quella che regola l’ingresso dei cani nei supermercati o negli altri luoghi pubblici perché è evidente, senza essere tacciati di insensibilità, che un cane che si “aggira” fra insalate, pomodorini e biscottini, possa fare un po’ di impressione.

Partiamo dall’inizio: un cane può venire a fare la spesa con noi?
Le regole per l’ingresso degli animali nelle strutture e negli spazi aperti, pubblici e privati, sono stabilite da diverse norme, sia di livello nazionale sia locali. Per questo ci possono essere differenze nella libertà di portare sempre con sé il proprio cane o un altro animale da compagnia.

Più di recente, il Ministero della Salute ha validato il Manuale della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), nel quale si legge che è consentito l’accesso ai cani nelle zone aperte al pubblico di bar e ristoranti a condizione che siano muniti di guinzaglio e museruola. E, per “pubblici”, vengono considerati i luoghi di proprietà del demanio che siano accessibili a tutti come, ad esempio, uffici e strutture pubbliche.

Ergo, nei supermercati possono entrare, giusto?
Dunque…. Sì e No. Facciamo Nì. Siamo in Italia e non c’è mai nulla di chiaro. Proviamo a fare ordine: Esiste il divieto di introdurre cani o altri animali domestici nei locali dove si preparano, manipolano, trattano e conservano gli alimenti (ad esempio le cucine), come stabilito anche dal Regolamento n. 852/2004/CE, che vuole impedire le contaminazioni degli alimenti stessi.

La regola cambia, regione per regione…
Però un sindaco può decidere, in autonomia, come regolare la materia, disciplinando l’ingresso degli animali nei luoghi pubblici del Comune che amministra. Questo vuol dire che è legale regione per regione, comune per comune. Magari, se siamo in viaggio a Bari, Fido ci può aiutare a spingere il carrello ma se poi, continuando il viaggio arriviamo a Napoli, lo dobbiamo lasciare in auto o fuori dal negozio.

La palla (non quella da tirare al cane) passa al titolare dell’esercizio commerciale
Bisogna anche tenere presente che il gestore di una struttura aperta al pubblico può decidere di non consentire l’accesso degli animali, in forza del suo diritto di stabilire le regole di accesso a una proprietà privata, seppure aperta al pubblico.

In ultimo tre cose:
1) L’accesso, più o meno consentito, necessita obbligatoriamente della museruola. La museruola, per intenderci, è quella cosa che dovrebbe posizionarsi sul muso dei cani ma, in vita mia, ne avrò viste “in azione”, al massimo due.
2) Se ci troviamo al reparto ortofrutta e ci distraiamo un attimo, secondo me il nostro bel Fido, anche se adeguatamente posizionato sul carrellino o nella borsetta che fa tanto chic, una leccatina qua e là, la dà di sicuro. Per non parlare dei peli che potrebbe perdere in giro fra un pomodorino e una zucchina…
3) Se volete sapere dove il nostro amico a quattro zampe potrà aiutarci a fare la spesa, cliccate qui: http://www.portamiconte.info/al-supermercato-cane/

Ad ogni modo, come avrete compreso, l’ingresso dei cani resta un rebus.
Oseremmo dire: una bella “cagnara”.

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A proposito dell'autore

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Ho esperienze multidisciplinari in ambito editoriale, televisivo e radiofonico. Ho lavorato, fra gli altri, con l’Ufficio Stampa e della comunicazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Ufficio Stampa dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la Maurizio Costanzo Comunicazione e il quotidiano Il Tempo.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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