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Tumore pancreas, nuovo farmaco dimezza progressione malattia

Secondo Tortora, direttore del Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma l’accesso alla nuova terapia potrebbe riguardare 500 pazienti l’anno

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di Redazione | 2019-06-3 3/06/2019 ore 11:30

Un programma compassionevole sostenuto dall’azienda produttrice per garantire ai pazienti con tumore al pancreas metastatico e mutazione dei geni Brca – che si stima siano circa 1000 l’anno – l’accesso alla nuova terapia che ha dimostrato di dimezzare la progressione della malattia. E’ questo l’impegno per il quale si sta lavorando in attesa che il farmaco riceva l’approvazione per l’utilizzo dagli enti regolatori internazionali. Ad affermarlo è il direttore del Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma, Giampaolo Tortora, tra gli autori dello studio, presentato con grande evidenza al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco).

“Confidiamo che dopo la pubblicazione di oggi dei risultati ottenuti dallo studio POLO sul British Medical Journal, ci possa essere in Italia un programma di uso compassionevole per garantire l’accesso al farmaco ai pazienti che ne necessiterebbero – ha sottolineato Tortora -. Stiamo avviando contatti con l’azienda produttrice in questa direzione e prevediamo un aumento della domanda da parte dei malati”. Si può stimare che siano circa 1000-1200 i pazienti con tale neoplasia e mutazione dei geni Brca l’anno e di questi, secondo Tortora, almeno 500 potrebbero essere candidabili a ricevere la nuova terapia.

Una cura che rappresenta un grade passo avanti, ha sottolineato anche la presidente dell’ASCO Monica Bertagnolli: “Si è dimostrato che una specifica mutazione di uno o alcuni geni può indicare la via migliore per trattare questa neoplasia. E si tratta degli stessi geni Brca che hanno un ruolo anche per i tumore dell’ovaio e del seno. E’ un risultato meraviglioso, soprattutto per questa categoria di pazienti più difficili da trattare”.

Il tumore del pancreas è infatti uno dei più complessi: “I sintomi sono vaghi, gli screening poco efficaci e per questo la diagnosi precoce è difficile, tanto che solo il 10-15% dei pazienti può essere operato subito. Inoltre – spiega Tortora – la diffusione metastatica è molto veloce. Oggi però stiamo iniziando a capire la biologia di questo tumore e le sue caratteristiche molecolari”.

Quello che oggi si è scoperto, è che esistono tanti ‘tipi’ diversi di tumore del pancreas a seconda delle mutazioni geniche e molecolari correlate: si stima che circa il 22-24% di tutti i tumori del pancreas abbiano particolari mutazioni geniche. Andare ad agire proprio su tali mutazioni, affermano gli oncologi, è la via per arrivare a nuove e più efficaci terapie. (fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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