La Direttiva Europea SUP ha dimenticato i Bicchieri

Allarme di Marevivo: fra le tante plastiche bandite per evitare ulteriore inquinamento, la direttiva Europea NON ha tenuto conto dei bicchieri

L’Associazione Marevivo è stata ascoltata in audizione sul disegno di legge n. 1721 (Legge di delegazione europea 2019) dalla commissione Affari Europei del Senato per portare il proprio contributo al recepimento della direttiva europea SUP (Single Use Plastics) che vieta o limita la vendita di articoli monouso in plastica nei Paesi Comunitari.

La presidente Rosalba Giugni dopo aver ribadito il problema enorme delle plastiche disperse nel mare che rappresentano un gravissimo pericolo per la vita marina ha portato all’attenzione dei senatori presenti tre temi che l’associazione ritiene di grande importanza nel recepimento della Direttiva SUP: in particolare si tratta di un emendamento e due proposte.
Le microplastiche sono ormai entrate nella catena trofica – dice Rosalba Giugni – sono state ritrovate non solo negli animali marini ma anche nel Plancton e addirittura nel sale”.

L’emendamento riguarda l’inserimento dei bicchieri tra i prodotti vietati, oltre alle posate, ai piatti e alle cannucce. Ricordiamo che solo in Italia ne vengono consumati tra i 16 e i 20 milioni al giorno.

Oltre all’emendamento sui bicchieri Marevivo ha proposto l’inserimento nel testo di un provvedimento relativo ai palloncini che costituiscono una rilevante fonte di inquinamento da rifiuti una volta che sono rilasciati nell’ambiente.

La richiesta dell’Associazione è che sia vietato liberare i palloncini in aria e che gli stessi possano essere immessi in mercato solo a condizione che rechino una marcatura che comunichi ai consumatori informazioni sulle modalità corrette di smaltimento del prodotto dismesso o quelle da evitare; sul danno provocato dell’abbandono nell’ambiente o di altro smaltimento improprio; sulla presenza di plastica nel prodotto.

Inoltre la Presidente ha evidenziato la necessità che la Direttiva prenda in considerazione anche il grave problema delle microfibre – finora non adeguatamente affrontato – rilasciate in acqua ad ogni lavaggio di tessuti.

Numerose ricerche scientifiche hanno confermato che i capi sintetici lavati in lavatrice rappresentano una delle principali fonti di contaminazione delle acque e che più di un terzo delle microplastiche che inquinano fiumi, mari e oceani, e che finiscono poi inghiottite dagli animali marini, deriva dagli scarichi delle nostre lavatrici.

Per questo vanno fornite indicazioni riguardanti la etichettatura dei prodotti che rilasciano microfibre al lavaggio in modo che il consumatore e i responsabili di acquisto, adeguatamente informati, possano orientare le proprie scelte di acquisto verso prodotti meno impattanti ai fini della salvaguardia dell’ecosistema marino.

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Pubblicato da Redazione

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