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Milano e Marocco, matrimonio in cucina nel nuovo “Alfredo”

Un giovane chef marocchino ridona vita a un ristorante storico della città

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di Redazione | 2016-11-26 1/07/2016 ore 15:18
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:28)

Per cinquant’anni è stato uno dei ristoranti milanesi più famosi, proprio per la sua attenta e gustosa cucina tipica lombarda. Poi la chiusura, un paio di anni fa. Ma oggi il ristorante “Alfredo since 1964”, in via Borgese (zona Monumentale) è rinato a nuova vita grazie a dei nuovi gestori (proprietari anche del ristorante pizzeria “Al Baccanale” di Rivolta d’Adda, in provincia di Milano) innamorati della sua storia e al giovanissimo chef su cui hanno scommesso per vincere la sfida.

 

Una sfida certo non semplice, perché la zona pullula di locali già affermati e di tendenza – basti pensare al vicino Ceresio 7, dove ai fornelli c’è Elio Sironi – ma l’entusiasmo del team è altissimo, e la preparazione e la creatività del nuovo chef sorprendenti: Mehdi El Omari, 26 anni appena compiuti, bergamasco di origini marocchine. Giovane ma già con una lunga esperienza alle spalle, “perché la cucina è stata la mia passione fin da quando ero piccolissimo” racconta El Omari a Radiocolonna: da quando, a soli tre anni, aiutava in cucina il padre. Punto di svolta, l’incontro con Federico “Chicco” Coria, chef del “One Restaurant” di Dalmine (Bergamo): entrato a far parte della sua squadra “dal basso”, come ricorda El Omari, in due mesi era diventato il suo braccio destro.

 

Il rinnovato “Alfredo since 1964” ha riaperto i battenti nel mese di maggio, un po’ in sordina per la verità in attesa dell’inaugurazione ufficiale. Rinnovato negli arredi, certo, mantenendo però tutta la storia che aveva reso famoso il locale nei decenni scorsi: “Fieri del nostro passato, ma proiettati al futuro”, sottolinea lo chef.

 

Un passato che rivive anche in piatti come l’orecchia d’elefante, classico milanese, e un futuro che  si prospetta brillante grazie a creazioni spesso ardite dalla quali è d’obbligo lasciarsi tentare, e dove emerge la peculiarità di El Omari: la ricerca di piatti nei quali convivono le sue due culture, quella lombarda e quella marocchina. È il caso del semifreddo con mango e zafferano, spolverato di briciole d’oro 23 carati: lo zafferano è un prodotto chiave della cucina milanese, e il Marocco è uno dei primi produttori al mondo.

 

t.p.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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