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Milano e una moda più “aperta”, sulla scia delle critiche di Sala

Nei giorni finali della kermesse anche il Fashion Film Festival

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di Redazione | 2016-11-26 16/09/2016 ore 15:56
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:35)

Più di settanta sfilate, quasi cento presentazioni e decine di eventi. A Milano torna l’appuntamento con la moda: dal 21 al 26 settembre Milano Moda Donna promette come sempre di stupire ma anche di coinvolgere di più la città. Una questione che non è certo nuova ma che torna alla ribalta a ogni edizione.

 

E questa volta a ribadirlo è stato anche il sindaco Beppe Sala, alla sua prima fashion week come sindaco. “Chiedo al sistema della moda di essere quanto più aperta possibile”, ha sottolineato Sala, anche verso i non addetti ai lavori, italiani e stranieri. Tanto più considerata la “potenza” di eventi come questo, in grado di coinvolgere grandi masse – senza dimenticare la capacità di creare un indotto rilevante, che supera i 40 milioni di euro.

 

La risposta del presidente della Camera Nazionale della Moda, Carlo Capasa, non si è fatta attendere: le iniziative aperte al grande pubblico sono aumentate rispetto alle passate edizioni, ma tutte le sfilate e gli eventi importanti restano a invito. Certo è che è stata implementata la parte digitale e quindi la settimana della moda risulta più fruibile in particolar modo grazie alla tecnologia, al suo essere “più social” compreso il lancio di snapchat – fatto che peraltro è un semplice adeguamento ai tempi moderni.

 

Da segnalare, comunque, per tutti la mostra ospitata dal Mudec, il Museo delle Culture, dal 21 settembre al 13 ottobre, “Crafting the Future”: curata da Franca Sozzani è un omaggio all’artigianalità ma anche all’innovazione delle aziende italiane.

 

Ed è proprio sulla parte più culturale della fashion week che insiste l’amministrazione comunale, per comunicare al grande pubblico che moda non significa soltanto sfilate e party con designer e modelle. La moda, invece, può e deve essere “aperta e inclusiva”, ha incalzato il primo cittadino, un “momento di attrazione per tutti”: la moda, insomma, “può fare di più” anche per promuovere e valorizzare la città intera agli occhi del mondo, sulla scia di Expo.

 

Naturale il paragone con il Salone del Mobile, da tempo vissuto come evento di tutti grazie anche al circuito del Fuorisalone, quando in tutti i negozi della città e negli spazi eventi le porte sono aperte a tutti. Ma, si sa, per quanto affini il mondo del design e quello della moda hanno regole e consuetudini diverse, e aver aperto a tutti una parte del Fashion Hub (ospitato dall’Unicredit Pavilion di piazza Gae Aulenti) è già un passo avanti verso un maggiore coinvolgimento della città. Lì sarà possibile ammirare anche l’opera di Michelangelo Pistoletto “Prima scena – la presentazione”, oltre che le creazioni di alcuni stilisti emergenti.

 

E infine ricordiamo che negli stessi giorni della fashion week, da 24 al 26 settembre si svolgerà anche il Fashion Film Festival, la kermesse voluta e organizzata da Costanza Cavalli Etro e completamente aperta al pubblico: le proiezioni, al cinema Anteo, sono infatti gratuite. Basta solo prenotare.

 

 

t.p.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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