A dirlo è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che ribadisce: "Presto toglieremo le mascherine all'aperto, ma bisognerà tenerle ancora al chiuso"
Si va “avanti gradualmente verso la normalità”, con un progressivo allentamento delle misure, come quelle che presto prevederanno la possibilità di non indossare le mascherine all’aperto, mentre bisognerà ancora tenerle negli ambienti chiusi. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Radio24.
“La situazione sta rapidamente migliorando, l’impatto della variante Omicron su una popolazione in larga misura vaccinata si sta rivelando meno pesante del temuto e l’impatto sulle terapie intensive sta diminuendo”, ha detto ancora Sileri.
“Questa evoluzione positiva – ha osservato – ci consente di avviare la progressiva rimozione delle misure di contenimento come l’utilizzo delle mascherine, a breve all’aperto, mentre è ancora troppo presto per parlare di una loro rimozione anche negli ambienti chiusi”. Si potranno inoltre “riaprire attività che sono state particolarmente penalizzate, come le discoteche” e anche il Green pass “sarà rimodulato in parallelo con l’andamento dei dati sulla pandemia: con la gradualità che ci consentirà la circolazione del virus, saranno prese le decisioni più opportune, nella direzione di un alleggerimento delle misure”. (
Il rallentamento della pressione del virus permette “di riprendere l’attività ordinaria negli ospedali”. ha continuato il sottosegretario. Negli ospedali, ha aggiunto, adesso ” si devono recuperare i ritardi accumulati a causa dell’emergenza pandemica in termini di controlli saltati e di interventi chirurgici rimandati, con tutti i riflessi negativi che avremo purtroppo nei prossimi anni in termini di aumento delle diagnosi e dell’incidenza di tante patologie: una nuova pandemia sulla quale dobbiamo da subito concentrare le nostre attenzioni”.
Secondo le analisi di condotte dall’Istituto Superiore di Sanità Mentre la pandemia ha avuto effetti negativi sulla mortalità in generale. Riferendosi ai commenti che giudicano i numeri sui decessi in eccesso rispetto al reale, Sileri ha osservato come il sistema Istat di rilevamento dei decessi tenga conto da sempre sia della causa principale del decesso che delle eventuali concause – Covid compreso – che può quindi andare ad aggravare un quadro clinico già compromesso da altre patologie.
“Un’analisi più accurata, come quelle che periodicamente effettua l’Istituto Superiore di Sanità sulle cartelle cliniche, può certamente aiutare a capire meglio, ma – ha rilevato – è innegabile che il virus abbia avuto e continui ad avere un impatto negativo sulla mortalità generale”.