Mobilità a Roma, gli italiani sempre in auto ma aumentano bici e motorini

L’automobile si conferma il mezzo egemone con oltre il 60% delle preferenze, mentre il trasporto pubblico rimane bloccato sotto la soglia del 10%. In compenso, si nota una crescita costante delle due ruote, fra biciclette, micromobilità e motocicli

Gli italiani aumentano i propri spostamenti all’interno e all’esterno dei centri urbani, ma il traguardo della mobilità sostenibile resta ben lontano. Si registra tuttavia un desiderio di cambiamento che attende solo di essere intercettato da adeguate politiche pubbliche. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Audimob di Isfort nel rapporto “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”, svelato in occasione dell’apertura di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti. I dati emersi hanno avviato un confronto serrato tra istituzioni, aziende, analisti e ricercatori, chiamati a valutare le trasformazioni in atto nel modo di vivere e attraversare le città.

L’AUTO RESTA REGINA, MA SULLA SOSTENIBILITÀ L’ITALIA VIAGGIA A MACCHIA DI LEOPARDO 

Dalle analisi di Isfort emerge come nel 2025 il volume di viaggi giornalieri sia aumentato nettamente rispetto al recente passato (101 contro gli 81 del 2021), a fronte però di percorrenze chilometriche stabili. L’automobile si conferma il mezzo egemone con oltre il 60% delle preferenze, mentre il trasporto pubblico rimane bloccato sotto la soglia del 10%, faticando a recuperare i livelli pre-pandemici del 2019. In compenso, si nota una crescita costante delle due ruote, fra biciclette, micromobilità e motocicli.

L’Indice di Mobilità Sostenibile (IMS) – che misura la percentuale di tragitti compiuti a piedi, in bicicletta, con i micro-mezzi o i trasporti pubblici – si ferma nel 2025 al 34%. Si tratta di un valore perfettamente in linea con quello registrato nel lontano 2000: in un quarto di secolo, dunque, l’Italia non ha fatto passi in avanti significativi, sebbene il panorama sia fortemente disomogeneo lungo la penisola, con alcune virtuosissime eccezioni. Nelle metropoli sopra i 250mila abitanti la mobilità collettiva intercetta il 18,4% degli spostamenti (più del doppio della media nazionale), quota che precipita al 4-5% nei centri minori under 50mila abitanti. Di contro, l’uso dell’auto privata si impenna fino a toccare il 75% nei comuni più piccoli e il 65% nel Mezzogiorno. Un divario strutturale che chiama in causa la capacità programmatoria e finanziaria dei diversi enti locali. «La partita della mobilità sostenibile ha il suo cuore strategico a Bruxelles, ma si gioca concretamente nelle città (tra rete ferroviaria, trasporto locale, qualità dell’aria e gestione dello spazio pubblico)», ha dichiarato Matteo Ricci, eurodeputato e Vicepresidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo.

GIOVANI E DONNE GUIDANO LA SVOLTA GREEN, MENTRE GLI SPOSTAMENTI DIVENTANO SEMPRE PIÙ LOCALI 

A determinare le abitudini di viaggio intervengono anche fattori anagrafici e di genere: l’uso dei mezzi pubblici registra un picco del 15,4%tra i giovani, contro un misero 5,2% della popolazione adulta. Allo stesso tempo, le donnescelgono modalità più ecologiche – privilegiando la mobilità pedonale, i mezzi collettivi e il car sharing –, laddove gli uomini prevalgono di quasi dieci punti percentuali negli spostamenti legati alle incombenze e alla gestione della famiglia (34,2% contro 25,1%). Un ultimo dato fondamentale del report riguarda il raggio d’azione della popolazione: oltre l’80% dei trasferimenti non supera i 10 chilometri e l’85%richiede meno di 30 minuti. La mobilità degli italiani si rivela quindi una questione prettamente a corto raggio, con ricadute dirette sul modo di concepire la pianificazione urbana e i servizi locali.

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