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Milano, 356 milioni di euro per i nuovi progetti

Il sindaco Giuseppe Sala scommette sulle periferie e poi esorta Roma a rispettare il “Patto per Milano”

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di Teresa Potenza | 2016-12-12 12/12/2016 ore 19:51

Periferie e cultura, istruzione e scali ferroviari. È stata una mattinata in cui si è guardato al futuro ma anche ai rapporti con Roma e alle incognite del governo quella che ha visto il sindaco di Milano Giuseppe Sala al Base di via Bergognone (ex Ansaldo) per presentare a stampa e cittadini i progetti che saranno realizzati entro i prossimi cinque anni, budget alla mano.

I fondi stanziati sono in tutto 356 milioni di euro e saranno destinati soprattutto alle periferie: 35 milioni per il quartiere Niguarda-Bovisa, 63 milioni per Adriano-Padova-Rizzoli, 49 milioni per Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, 32 milioni per QTt8-Gallaratese e ben 112 milioni per l’area Giambellino-Lorenteggio. Qui in particolare è urgente, fra l’altro, ristrutturare le case popolari e riqualificare strade e spazi pubblici, ma parallelamente c’è la volontà di creare un centro per la formazione e le nuove imprese.

Una priorità, quella delle periferie, perché l’obiettivo principale è quello di “lavorare per la Milano che soffre e che fa più fatica”, ha detto Sala nel corso della conferenza stampa. Senza dimenticare Roma, da cui Palazzo Marino si aspetta ora più che mai un “rapporto paritario” e il rispetto degli impegni presi: il riferimento è anche al “Patto per Milano” stretto proprio dal primo cittadino e da Matteo Renzi lo scorso settembre.

Sono invece 60 i milioni di euro destinati ai cosiddetti “interventi diffusi”, cioè cantieri a valenza sociale: dal Centro Alti Studi Arti Visive in un ex mercato di QT8 ai servizi per la formazione e il lavoro nell’ex Caserma Mameli, dalla riqualificazione di Rimembranze di Lambrate alla realizzazione di una ricicleria nel Municipio 5.

E poi gli scali ferroviari, quelle grandi aree (non solo in periferia ma anche a ridosso del centro città) da tempo protagoniste dei dibattiti cittadini. Il Consiglio comunale ha deliberato di recente che la rigenerazione di questi spazi dovrà rispondere ai “bisogni locali”, dovrà prevedere ampie zone verdi ma anche dare spazio a progetti di housing social con la formula dell’affitto a riscatto, e infine prevedere il potenziamento del trasporto pubblico.

Di qui l’avvio di un confronto tra cittadini, Consiglio comunale, Municipi, Città Metropolitana e stakeholder pubblici e privati. Gli incontri si terranno il 15, 16 e 17 dicembre allo Scalo Farini e le aree oggetto di discussione, oltre allo scalo Farini stesso, saranno Porta Genova, Porta Romana, Rogoredo, Greco-Breda, Lambrate e San Cristoforo, che tutti insieme occupano una superficie di un milione e 250 mila metri quadrati. L’obiettivo è di arrivare alla chiusura dei programmi entro la prossima estate e avviare i cantieri entro il 2019, per terminare nel 2022.

Quanto al trasporto, Palazzo Marino punta a implementare la mobilità leggera e sostenibile e a disincentivare l’ingresso in città. Contemporaneamente andrà sviluppato il trasporto locale, con interventi mirati soprattutto a migliorare i collegamenti tra periferie e centro.

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Giornalista professionista dal 2005, ha lavorato per testate italiane come Panorama e testate internazionali come il londinese The Evening Standard. Ha vissuto a Londra e a Damasco. Oggi a Milano, per Radiocolonna segue i fatti milanesi.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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