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Mediaset, Vivendi sale al 25%. Il titolo vola

Fininvest chiede l’intervento dell’Agcom per arginare la scalata di Vivendi. I mercati scommettono su un’opa totalitaria

Marco Scotti
di Marco Scotti | 2016-12-21 21/12/2016 ore 12:37

Non si arresta la scalata di Vivendi a Mediaset. Il colosso francese ha rastrellato altre azioni, arrivando a detenere il 25% del pacchetto azionario. All’inizio di questa settimana la compagnia guidata da Vincent Bollorè aveva annunciato di voler salire fino al 30% del capitale, soglia ultima – secondo le regole Consob nel settore – prima di dover lanciare un’opa totalitaria sul titolo. Ma, a vedere gli scambi e il nuovo decollo sul titolo, è proprio sull’acquisizione dell’intera compagnia che i mercati stanno scommettendo.

In apertura di seduta, Mediaset ha ritoccato il proprio massimo nell’ultimo anno, con il titolo valutato 4,81 euro per azione. Durante la giornata di ieri è stato scambiato il 10,2% dell’intero capitale, una quota molto alta che ha fatto in modo che il titolo venisse più volte sospeso venendo messo in asta di volatilità.

La reazione di Fininvest non si è fatta attendere: secondo il cda della holding che fa capo alla famiglia Berlusconi, è necessario l’intervento dell’Agcom – cui è stato rivolto un esposto – perché Vivendi avrebbe messo in atto una “violazione della disciplina di settore. In particolare – si legge in una nota emessa dalla società – dell’articolo 43, comma 11 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, nonché il possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia”. Vivendi, infatti, è il primo azionista dell’ex-Sip e la paura di Fininvest è che si possa bloccare l’operatività di Mediaset.

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra l’amministratore delegato di Vivendi, Arnaud De Puyfontaine, e Pier Silvio Berlusconi. Incontro che però ha palesato la grande tensione che permane tra le due aziende e che si è trasformato ben presto in uno showdown che ha portato all’annuncio di Vivendi di voler salire fino al 30% del capitale di Mediaset.

Aveva fatto molto discutere, la scorsa settimana, l’intervista a De Puyfontaine in cui il manager sosteneva che l’accordo per l’acquisizione di Premium era saltato perché i francesi “si aspettavano un ristorante tre stelle Michelin e si sono ritrovati in un McDonald’s”.

Ora la palla passa all’Agcom e alle istituzioni, che devono decidere in tempi rapidi se l’iniziativa di Vivendi, che – è bene ripeterlo – si sta muovendo nel pieno rispetto della legalità, sia in qualche modo un ostacolo all’azienda Mediaset o se, invece, si tratti di un’iniziativa che potrebbe portare dei benefici al sistema Italia, al di là delle dichiarazioni di facciata.

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A proposito dell'autore

Marco Scotti
255 articoli

Giornalista professionista. Ha collaborato con Liberal, Il Ghirlandaio, Affari Italiani, Il Sole 24 Ore, il Gruppo Class e La Sicilia. Ha pubblicato con Lantana "Codice Amazon"

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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