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Milano: finti giacigli per clochard inesistenti

Il racket della povertà sostituisce i veri clochard con giacigli finti e costruiti ad arte. Una nuova forma per impietosire i passanti senza pagare i mendicanti

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-01-25 25/01/2019 ore 10:00

giaciglio vuoto

I clochard, sdraiati a terra accompagnati dall’immancabile cagnolino e da un cartello di richiesta d’aiuto, ormai non guadagnano più come una volta!  Sono tantissimi e questi continui spettacoli   forse non ci emozionano nemmeno più.  Poche sono le persone che si fermano un attimo per mettere una monetina nel bicchiere.

Ma c’è da dire anche che da tempo sappiamo che molte di queste povere creature sono pedine di un racket miliardario e tentacolare.

A Milano, però, da qualche tempo viene messa in pratica una nuova “strategia”. In postazioni fisse e intoccabili, soprattutto in centro e nelle vie di grande passaggio, si vedono i tipici giacigli a volte sommersi e contornati da sacchi di abiti e coperte MA completamente privi del rispettivo clochard.

Alcuni sembrano altarini con richieste e oggettini vari, altri invece spiccano per miserevolezza e gelo. I primi forse vogliono trasmettere un senso di “abitazione permanente” i secondi una pena pesante come il freddo di queste giornate.

Il fatto è che da quegli “appostamenti” siamo passati per diverso tempo e in tutte le ore del giorno fino a sera. Nessun senzatetto è mai comparso! La nostra logica deduzione (e anche di altre persone) è che si tratti di finti “pagliericci” capaci di comunicare pietà e conseguente carità.

Pensati, costruiti e forse trasportati mattina e notte. Certo si è che, di giorno in giorno, nulla cambia nella loro dislocazione, precisa al centimetro tanto da poter prevedere con esattezza dove e come li rivedremo.

La malavita legata al “business” della povertà ormai è cosa certa e provata. Fa orrore e ripugnanza pensare che esistano delle organizzazioni, che a tavolino, studiano modi sempre diversi per trarne grossi vantaggi.

Prima, ricorderete, ci fu la corsa ad invalidi e mutilati*, poi arrivarono le vecchiette tremolanti e curve sul bastone**, poi la tribù di quelli con l’impermeabile ma a piedi nudi, poi …poi…E’ evidente che il mercato nero della schiavitù per rendere milioni di euro deve sempre proporre nuovi orrori e turbamenti.

 

 

Le forze dell’ordine interpellate si dicono impotenti di fronte al problema. Provano ad allontanarli ma, dopo poco tornano “al lavoro”.  E’ un esercito di schiavi disperati nelle cui tasche, se va bene, resta si e no il 5% dell’introito giornaliero.

Intanto i giacigli vuoti aumentano a vista d’occhio e questo provoca in noi tanta rabbia e tanta ostilità verso gli sfruttatori organizzati. Ma chi sono e dove stanno? Sono davvero invisibili o è molto più comodo, come ci pare, non scavare troppo a fondo?

* Tutti provenienti da Segarcea (Romania) -. Non sono vecchissimi ma nati senza assistenza furono abbandonati negli orfanotrofi: molti sono nati con grossi e reali deficit ad altri le mutilazioni sono state inferte proprio per poter elemosinare meglio!!!!

** https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_21/trema-chiede-l-elemosina-ma-poi-getta-abiti-se-ne-va-spedita-54122e7a-ffc9-11e4-8e1b-bb088a57f88b.shtml
**  https://video.corriere.it/i-trucchi-chi-chiede-l-elemosina-centro/652a4b64-a4b7-11e5-ba98-2a1f1a68e58f

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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