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Medici, ogni anno 35mila denunce da pazienti

In totale in Italia sono 300mila le cause aperte. Serve istituire un Arbitrato della salute, secondo il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella

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di Redazione | 2019-02-7 7/02/2019 ore 13:30

Sono 300mila in Italia le cause contro medici e strutture sanitarie private e pubbliche. Trentacinquemila nuove azioni legali ogni anno. Ma secondo i dati più aggiornati (Tribunale del malato 2015) e Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari (del 2013) il 95% dei procedimenti per lesioni personali colpose si conclude con un proscioglimento. I numeri sono stati esposti oggi al ministero della Salute da Consulcesi, network legale in ambito sanitario, che ha proposto l’istituzione dell’Arbitrato della Salute.

“Il rapporto medico-paziente è in crisi: lo dimostra l’escalation di aggressioni e denunce contro i camici bianchi. Nasce per questo la proposta di istituire un luogo di confronto, e non di contrapposizione, per la risoluzione delle controversie”, ha detto il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella, che ha organizzato la conferenza stampa al ministero della Salute.

L’Arbitrato della Salute si propone come sistema di risoluzione alternativa delle controversie con l’obiettivo di trovare, in tempi rapidi ed economici, soluzioni condivise e praticabili coinvolgendo tutte le parti interessate con la conseguente riduzione del contenzioso e dei costi. Le denunce – è stato spiegato – vengono presentate principalmente al Sud e nelle isole (44,5%). Al Nord la percentuale scende al 32,2% mentre al Centro si ferma al 23,2%. Le aree maggiormente a rischio contenzioso sono quella chirurgica (45,1% dei casi), materno-infantile (13,8%) e medica (12,1%). Per quanto riguarda i costi necessari ad intraprendere le azioni legali, partendo da una richiesta risarcitoria media di 100mila euro, per una causa civile servono 50.128 euro, se si tratta di penale, invece, sono necessari 36.901 euro. In entrambi i casi, le cifre sono da intendersi per ciascuna delle parti coinvolte nel procedimento. E si tratta di numeri che non lasciano indifferente la categoria: secondo la Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, il 78,2% dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato. il 68,9% pensa di avere tre probabilità su dieci di subirne; il 65,4% ritiene di subire una pressione indebita nella pratica quotidiana a causa della possibilità di subire un processo.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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