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Dichiara l’emergenza migranti, il sindaco di Lampedusa

Troppo alto il numero dei migranti che sbarcano a Lampedusa. Dice il sindaco, hotspot non più in grado di accogliere altri profughi. “Dichiaro io lo stato di emergenza”

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di Redazione | 2020-07-25 25/07/2020 ore 16:30

Migranti su barcone (immagine di repertorio)

 

“E’ una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io.

L’hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco, sull’amministrazione comunale e sui lampedusani”. Così il sindaco di Lampedusa Totò Martello commenta l’ultima raffica di sbarchi nell’isola (altri tre nelle ultime ore) e la situazione nell’hotspot dell’isola dove si trovano in questo momento oltre mille migranti, dieci volta la capienza massima prevista.

“Oggi non ci saranno trasferimenti in traghetto verso Porto Empedocle – sottolinea il sindaco – e intanto i barchini provenienti dalla Tunisia stanno continuando ad approdare sull’isola”. In questo momento sulla banchina si trovano una cinquantina di migranti ancora in attesa che venga deciso dove saranno smistati.

Sette barchini, sono stati bloccati stanotte nelle acque antistanti a Lampedusa, a bordo c’erano complessivamente 203 tunisini. I migranti presenti sull’isola sono, al momento, 1.027.

Un gruppo, gli ultimi arrivati, non sono stati neanche portati all’hotspot che è ormai in piena emergenza, ma è stato trattenuto sotto i gazebo del molo Favarolo.

Non c’è più spazio, infatti, nella struttura di primissima accoglienza: né nell’unico padiglione rimasto operativo, che può ospitare un massimo di 95 persone, né nel cortile. La prima conseguenza della struttura in tilt è che i poliziotti, in servizio all’hotspot, hanno difficoltà a procedere all’identificazione di coloro che sbarcano.

Le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza hanno avvistato e agganciato, durante la notte, barchini con un minimo di 15 persone e un massimo di 55.

(Non c’è più spazio negli hotspot e sul molo di Lampedusa. Ma non c’è proprio più spazio in questa nostra povera Italia, combattuta fra il dovere all’accoglienza e l’assoluto abbandono che la UE e l’italico governo centrale, dimostrano nei confronti di questa catastrofe che rischia di soffocare intere regioni e di mettere in ginocchio la sanità pubblica.  (ndr.A.R.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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