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Vaccino, in Lombardia algoritmo individua per nome chi ha priorità

Sviluppato dagli statistici dell’Università Milano Bicocca, attribuisce a ogni cittadino il grado di vulnerabilità al Covid

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di Redazione | 2021-03-3 3/03/2021 ore 10:40

Un algoritmo sviluppato dagli statistici dell’Università Milano Bicocca individua per nome e cognome le persone dai 18 ai 79 anni che hanno la priorità al vaccino in base al loro profilo clinico. L’indice di fragilità è stato calcolato incrociando le informazioni della Banca dati assistiti delle regioni con i flussi di sorveglianza dei tamponi, dei ricoveri e dei decessi per Covid nella prima ondata e nella seconda. L’applicazione di questo sistema – spiegano i ricercatori – consente di evitare centinaia di intubazioni e decessi. L’algoritmo, adottato dalla Lombardia, verrà comunicato al ministero della Salute.

Se l’algoritmo verrà recepito dalle Regioni o a livello nazionale, sottolineano i ricercatori, potrebbe essere una rivoluzione nell’individuazione dei cittadini che hanno la priorità assoluta al vaccino, a prescindere dalla loro età.

Per lo studio sono stati usati i dati di cinque regioni, Lombardia, Valle d’Aosta, Marche, Puglia e Sicilia, per un totale di circa 16 milioni di persone, un quarto della popolazione italiana. L’algoritmo, proposto e sviluppato da Gianni Corrao, professore di Statistica medica di Milano Bicocca, ha identificato le 23 condizioni patologiche che, oltre all’età e al genere, sono risultate indicative del rischio clinico.

Tra le malattie che, stando all’indagine, hanno causato ricoveri e decessi, anche alcune che non fanno parte della lista del ministero che individua i fragili: disturbi mentali (per ragioni comportamentali e trattamenti farmaceutici), gotta, malattie che prevedono l’uso di farmaci per il dolore cronico (oppioidi), malattie neurologiche come epilessia e Parkinson, patologie che richiedono trattamenti prolungati con corticosteroidi come l’artrite reumatoide e il lupus, le anemie.

Delle 23 malattie che pesano sull’evoluzione dell’infezione da Covid fanno ovviamente parte il diabete, le patologie vascolari, respiratorie, la cirrosi epatica, le cronicità del rene. “L’utilità di questo algoritmo – ha spiegato – Corrao – certamente dipende anche dalla velocità con cui si procede con i vaccini, e consente di evitare ricoveri, intubazioni e morti. In ogni caso, già evitare la ventilazione assistita, e sa bene di cosa si parla chi l’ha subita, sarebbe già un grosso risultato”.

“Questo algoritmo – ha aggiunto – attribuisce a ogni cittadino il grado di vulnerabilità al Covid”. Allo studio hanno preso parte anche professori e medici internisti, tra cui Giuseppe Mancia dell’Università Milano Bicocca, il diabetologo Agostino Console, e Flavia Carle, docente di Statistica medica.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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