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Papa: vigilare attentamente su amministrazione beni Istituti consacrati

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di Redazione | 2016-11-26 8/03/2014 ore 15:01
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 18:59)

(ASCA) – Roma, 8 mar 2014 – ”Occorre vigilare attentamente affinche’ i beni degli Istituti siano amministrati con oculatezza e trasparenza, siano tutelati e preservati, coniugando la prioritaria dimensione carismatico-spirituale alla dimensione economica e all’efficienza, che ha un suo proprio humus nella tradizione amministrativa degli Istituti che non tollera sprechi ed e’ attenta al buon utilizzo delle risorse”. Lo afferma papa Francesco in un messaggio ai partecipanti al simposio internazionale ”La gestione dei Beni ecclesiastici degli Istituti di vita consacrata e delle societa’ di vita apostolica”. Per papa Francesco ”gli Istituti di vita consacrata e le Societa’ di vita apostolica possono e devono essere soggetti protagonisti e attivi nel vivere e testimoniare che il principio di gratuita’ e la logica del dono trovano il loro posto nell’attivita’ economica. Il carisma fondazionale di ciascun Istituto e’ inscritto a pieno titolo in questa ”logica”: nell’essere-dono, come consacrati, date il vostro vero contributo allo sviluppo economico, sociale e politico. La fedelta’ al carisma fondazionale e al conseguente patrimonio spirituale, insieme alle finalita’ proprie di ciascun Istituto, rimangono il primo criterio di valutazione dell’amministrazione, gestione e di tutti gli interventi compiuti negli Istituti, a qualsiasi livello”. ”All’indomani della chiusura del Concilio Vaticano II – prosegue il Pontefice -, il Servo di Dio Paolo VI richiamava a ”una nuova ed autentica mentalita’ cristiana” e a un ”nuovo stile di vita ecclesiale”: ”Notiamo con vigile attenzione come in un periodo come il nostro, tutto assorbito nella conquista, nel possesso, nel godimento dei beni economici, si avverta nella opinione pubblica, dentro e fuori della Chiesa, il desiderio, quasi il bisogno, di vedere la poverta’ del Vangelo e la si voglia ravvisare maggiormente la’ dove il Vangelo e’ predicato, e’ rappresentato”. ”Non serve una poverta’ teorica – afferma papa Francesco -, ma la poverta’ che si impara toccando la carne di Cristo povero, negli umili, nei poveri, negli ammalati, nei bambini. Siate ancora oggi, per la Chiesa e per il mondo, gli avamposti dell’attenzione a tutti i poveri e a tutte le miserie, materiali, morali e spirituali, come superamento di ogni egoismo nella logica del Vangelo che insegna a confidare nella Provvidenza di Dio”. red-gbt

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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