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Papa: mons. Xereb, lavora instancabilmente. Benedetto e' una ricchezza

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di Redazione | 2016-11-26 10/03/2014 ore 12:29
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:04)

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 10 mar 2014 – Un lavoratore instancabile e dalla grande determinazione. Questo e’ papa Francesco nelle parole del segretario particolare del Pontefice, mons. Alfred Xuereb, nominato recentemente dallo stesso Bergoglio segretario generale della Segreteria per l’Economia del Vaticano. In una intervista esclusiva alla Radio Vaticana, mons. Xuereb ha ripercorso il suo primo anno con papa Francesco senza dimenticare la sua collaborazione con Benedetto XVI definito una ricchezza per l’intera Chiesa. Il papa, ha spiegato nella sua intervista mons. Xuereb, ”non perde un solo minuto! Lavora instancabilmente. E quando sente il bisogno di prendere un momento di pausa, non e’ che chiude gli occhi e non fa niente: si mette seduto e prega il Rosario. Penso che almeno tre Rosari al giorno, li prega. E mi ha detto: ‘Questo mi aiuta a rilassarmi’. – ha rivelato – Poi riprende, il lavoro”. Un pontefice che non si stanca mai dei rapporti personali e che ”riceve una persona dopo l’altra: il personale della portineria di Santa Marta ne e’ testimone. Ascolta con attenzione e ricorda con straordinaria capacita’ quanto sente e quanto vede. – aggiunge il presule – Si dedica alla meditazione presto, la mattina, preparando anche l’omelia della Messa a Santa Marta. Poi, scrive lettere, fa telefonate, saluta il personale che incontra e si informa sulle loro famiglie”. Poi mons. Xuereb ha raccontato un aneddoto: nel suo primo incontro con papa Bergoglio ”mi ha fatto entrare nel suo studio, – ha raccontato – mi ha accolto con la sua ormai nota cordialita’, e devo dire che mi ha fatto anche un scherzo, uno scherzo, se cosi’ posso dire, da Papa! Aveva una lettera in mano e con tono serio mi disse: ‘Ah, ma qui abbiamo dei problemi, qualcuno non ha parlato molto bene di te!’. Io ammutolii, ma poi capii che si riferiva alla lettera che Papa Benedetto gli aveva inviato per informarlo che lui mi aveva lasciato libero e che poteva chiamarmi al suo servizio. In questa lettera, Papa Benedetto aveva avuto la bonta’ di elencare alcuni miei pregi. Poi Papa Francesco mi ha invitato a sedermi sul divano e lui accanto a me, su una sedia. Mi ha chiesto, con molta fraternita’, di aiutarlo nel suo gravoso compito. Infine ha voluto sapere qual e’ il mio rapporto con i Superiori e con altre persone di certa responsabilita’. Gli ho risposto che ho un buon rapporto con tutti, almeno per quanto mi riguarda”. gc

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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