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Papa: Predicatore Esercizi, liberiamoci da fame dell'apparire

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di Redazione | 2016-11-26 11/03/2014 ore 16:59
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:04)

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 11 mar 2014 – Dobbiamo impegnarci a riconoscere che siamo tutti semplicemente ”peccatori perdonati”. Siamo salvi ”per la grazia”, come ricorda piu’ volte san Paolo, non per ”le opere della legge”. Occorre, quindi, liberarci dalla tentazione di dover sempre fare qualcosa dimenticando che, in realta’, siamo stati salvati gratuitamente. Oggi e’ molto diffusa questa fame di apparire con le nostre opere. Ma la vera ”opera buona” e’ Cristo. Questo il contenuto, cosi’ come riportato da L’Osservatore romano, della riflessione proposta oggi a papa Francesco e ai suoi piu’ stretti collaboratori da mons. Angelo De Donatis nel corso della terza giornata di esercizi spirituali della Curia romana ad Ariccia. L’uomo, e’ stata l’immagine usata dal presule, e’ come un melograno: all’interno ha tanti piccoli semi carnosi, tanti quanti sono gli elementi del creato. Dio li ha messi tutti insieme in un impasto, sul quale ha poi effuso il soffio della vita. Una bellezza che pero’, ha detto mons. De Donatis, e’ destinata a disfarsi se si impedisce artificiosamente al soffio di Dio, cioe’ all’amore misericordioso che egli ci dona, di penetrare in profondita’. Accade allora che ognuno di quei piccoli semi, ha spiegato sempre il sacerdote, ”colto dalla voglia di autoaffermazione”, cerca di espandersi in un confronto dispotico con gli altri, sino a provocare l’esplosione e dunque la disintegrazione del frutto. Da qui l’esame di coscienza al quale il predicatore ha invitato i cattolici, riferisce sempre il giornale della Santa Sede, esortandoli a chiedersi: come mai la gente, vedendo la mole di lavoro e di opere che la Chiesa realizza, non da’ lode al Padre? Qualcosa evidentemente non va. Dunque non bisogna andare continuamente alla ricerca degli applausi, ne’ alimentare invidie clericali. La pastorale odierna – ha constatato il predicatore – e’ per buona parte uno sforzo per fare: in realta’ tutto dovrebbe scaturire come frutto dello Spirito. Siamo troppo abituati, insomma, a fare progetti e poi a chiedere al Signore di darsi da fare per non far andare male la missione. gc

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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