torna su
20/10/2020
20/10/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Roma: geologi, arsenico in acqua nuovo esempio cattiva amministrazione

Avatar
di Redazione | 2016-11-26 11/03/2014 ore 11:24
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:04)

(ASCA) – Roma, 11 mar 2014 – ”Purtroppo i valori di arsenico riscontrati a Roma Nord non ci sorprendono. Molti acquedotti della zona incriminata presentano anche problematiche legate alla presenza di radon. C’e’ poco da fare: siamo di fronte all’ennesimo esempio di cattiva amministrazione”. E’ duro il commento, affidato a una nota, del presidente dell’ordine dei Geologi del Lazio, Roberto Troncarelli, all’indomani dei disagi idrici che stanno colpendo migliaia di famiglie del XIV e XV Municipio: territori in cui e’ stata riscontrata acqua che, per le caratteristiche chimiche e batteriologiche, non risulta idonea al consumo umano. ”Quanto accaduto a nord della Capitale – rimarca Troncarelli – e’ solo la punta dell’iceberg di una situazione critica, che denunciamo da anni. Quello dell’arsenico infatti e’ un problema con cui ci si confronta da decenni eppure gli amministratori pubblici hanno sempre mostrato la deprimente tendenza a sottovalutare le questioni ambientali. Tendenza che assume connotazioni pericolose quando, come in questo caso, investe aspetti afferenti la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini”. Nel Lazio – spiega il comunicato – molte aree presentano concentrazioni di arsenico superiori a 10 microgrammi litro, valore massimo che devono avere le acque per poter essere destinate al consumo umano. Tali concentrazioni sono peculiari delle aree dei distretti vulcanici del Lazio centro-settentrionale, Sabatino, Vulsino, Vicano, Cimino e Colli Albani. ”Questi valori – sottolineano i Geologi del Lazio – non sono in aumento rispetto al passato poiche’ non dipendono dalle attivita’ umane ma dalla naturale ‘contaminazione’ che subiscono le acque attraversando i terreni vulcanici. Ma sono valori che hanno classificato tali acque ‘fuorilegge’, in quanto le soglie di accettabilita’, definite da alcune direttive europee, attualmente attestato a 10 microgrammi litro, sono abbondantemente superate dai valori delle acque prodotte da acquiferi vulcanici. Eppure tutto questo agli amministratori non e’ mai interessato. Sulla questione arsenico – insistono – l’Italia si e’ dimostrata miope: anziche’ puntare sulla prevenzione, su infrastrutture e su ricerca, si e’ pensato bene di chiedere deroghe alla Comunita’ europea. Ma l’ultima e’ scaduta e non ci e’ stato piu’ concesso di proseguire sulla strada dei rinvii e delle irresponsabilita’. Veramente un pessimo esempio di gestione amministrativa. E’ molto grave infatti – sostengono i geologi laziali – che lo Stato, in tutte le sue ramificazioni, non abbia acceso un ‘warning’ sulla salute della cittadinanza”. Eppure il presidente Troncarelli tiene a sottolineare la presenza anche di modelli positivi: ”Per un problema di emissione di anidride carbonica dal sottosuolo – segnala – tempo fa la regione Lazio ha approvato una delibera, che vieta ai comuni di Castel Gandolfo, Ciampino, Marino e a tre Municipi di Roma, a seconda della concentrazione di anidride carbonica, la realizzazione di piani interrati. Una iniziativa – conclude il presidente dei geologi del Lazio – secondo molti impopolare ma a mio giudizio lungimirante, poiche’ diretta preventivamente alla tutela della pubblica sicurezza”. com-stt gbt

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
23927 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014