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Papa: anch'io sono passato per momenti apatici e noiosi nel sacerdozio

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di Redazione | 2016-11-26 17/04/2014 ore 10:43
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:09)

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 17 apr 2014 – E’ il popolo di Dio a far fluire la vera gioia sacerdotale ed a ”custodirla”. Per questo il sacerdote deve sempre leggere nella sua vita la parola ”uscita”, per stare in mezzo al popolo. Questo l’invito di papa Francesco ai sacerdoti nel corso della Messa del Crisma, che sta presiedendo nella Basilica di San Pietro. Nella sua omelia, il papa ha spiegato che quella sacerdotale ”poiche’ e’ una gioia che fluisce solo quando il pastore sta in mezzo al suo gregge (anche nel silenzio della preghiera, il pastore che adora il Padre e’ in mezzo alle sue pecorelle) e’ una ‘gioia custodita’ da questo stesso gregge”. ”Anche nei momenti di tristezza, in cui tutto sembra oscurarsi e la vertigine dell’isolamento ci seduce, quei momenti apatici e noiosi che a volte ci colgono nella vita sacerdotale – e attraverso i quali anch’io sono passato – persino in questi momenti – ha detto papa Bergoglio – il popolo di Dio e’ capace di custodire la gioia, e’ capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata”. Una gioia che e’, quindi, ”custodita” dal popolo ma ”anche da tre sorelle che la circondano, la proteggono, la difendono: sorella poverta’, sorella fedelta’ e sorella obbedienza”, ha sottolineato il pontefice. Per quanto riguarda ”sorella fedelta”’, il papa ha detto di identificarla nella ”Chiesa viva, con nome e cognome, di cui il sacerdote si prende cura nella sua parrocchia o nella missione affidatagli. E’ essa – ha poi aggiunto – che gli da’ gioia quando le e’ fedele, quando fa tutto cio’ che deve fare e lascia tutto cio’ che deve lasciare pur di rimanere in mezzo alle pecore che il Signore gli ha affidato”. Infine, la ”sorella obbedienza”, non solo ”alla Chiesa nella Gerarchia che ci da’, per cosi’ dire, non solo l’ambito piu’ esterno dell’obbedienza: la parrocchia alla quale sono inviato, le facolta’ del ministero, quell’incarico particolare… bensi’ – ha detto papa Francesco – anche l’unione con Dio Padre, dal quale deriva ogni paternita’. Ma anche l’obbedienza alla Chiesa nel servizio: disponibilita’ e prontezza per servire tutti, sempre e nel modo migliore”. gc

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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