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Papa: il nostro cuore non sia spaventato da vita ne' schiavo degli dei

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di Redazione | 2016-11-26 19/05/2014 ore 11:45
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:14)

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 19 mag 2014 – Il cuore dell’uomo, nella prospettiva di una vita di fede, deve essere ”fermo” nelle vicende della propria esistenza ma, nello stesso tempo, non attaccato agli dei che ci vengono di volta in volta presentati, ne pauroso delle vicende della vita. A chiedere di confrontarsi con i propri sentimenti piu’ profondi e’ stato oggi papa Francesco. Nella sua omelia durante la messa mattutina nella cappella della residenza di Santa Marta in Vaticano, Francesco ha posto una serie di domande, partendo proprio dalla vita dei primi cristiani e da San Paolo. ”Com’e’ il mio cuore? E’ un cuore che sembra un ballerino, che va da una parte all’altra, che sembra una farfalla, che oggi piace questo…, che va sempre in movimento; e’ un cuore che si spaventa delle vicende della vita, e si nasconde e ha paura di dare testimonianza di Gesu’ Cristo”; si e’ domandato il papa che ha quindi aggiunto: ”e’ un cuore coraggioso o e’ un cuore che ha tanto timore e cerca sempre di nascondersi? Di che cosa ha cura il nostro cuore?”. Da qui la domanda sul ”qual e’ il tesoro al quale il nostro cuore e’ attaccato? E’ un cuore fisso nelle creature, nei problemi che tutti abbiamo? E’ un cuore fisso negli dei di tutti i giorni o e’ un cuore fisso nello Spirito Santo?”. Il Papa, cosi’ come riporta la cronaca della Radio Vaticana, ha affermato, quindi, che ci fara’ bene domandarci ”dov’e’ la fermezza del nostro cuore”. E anche ”fare memoria di tante vicende che noi abbiamo ogni giorno: a casa, nel lavoro, con i figli, con la gente che abita con noi, con i compagni di lavoro, con tutti”. ”Io mi lascio portare da ognuna o vado a queste vicende col cuore fisso, che sa dove e’? E l’unico che da’ fermezza al nostro cuore e’ lo Spirito Santo. Ci fara’ bene pensare – ha concluso – che noi abbiamo un bel dono, che ci ha lasciato Gesu’, questo Spirito di fortezza, di consiglio, che ci aiuta ad andare avanti in mezzo, andare avanti fra le vicende di tutti i giorni. Facciamo questo esercizio, oggi, di domandarci com’e’ il nostro cuore: e’ fermo o no? E se e’ fermo, dove si ferma? Nelle cose o nello Spirito Santo? Ci fara’ bene!”. gc

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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