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Papa: non esiste cristiano 'fai da te'. Comunione e' essenziale

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di Redazione | 2016-11-26 25/06/2014 ore 11:50
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:19)

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 25 giu 2014 – ”Non si puo’ amare Dio senza amare i fratelli, non si puo’ amare Dio fuori della Chiesa; non si puo’ essere in comunione con Dio senza esserlo nella Chiesa e non possiamo essere buoni cristiani se non insieme a tutti coloro che cercano di seguire il Signore Gesu’, come un unico popolo, un unico corpo. E questo e’ la Chiesa”. Lo ha detto papa Francesco stamane nel corso della catechesi durante l’udienza generale in piazza San Pietro davanti a circa 30 mila fedeli. Francesco, ha ripreso il tema della comunione ecclesiale, definendo ”tentazioni pericolose e dannose” e ”dicotomie assurde” le posizioni di quanti ritengono ”di poter avere un rapporto personale, diretto e immediato con Gesu’ Cristo al di fuori della comunione e della mediazione della Chiesa”. E’ vero, ha riconosciuto, ”che camminare insieme e’ impegnativo, e a volte puo’ risultare faticoso: puo’ succedere che qualche fratello o qualche sorella ci faccia problema, o ci dia scandalo… – non si e’ nascosto – Ma il Signore ha affidato il suo messaggio di salvezza a delle persone umane, a tutti noi, a dei testimoni; ed e’ nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle, con i loro doni e i loro limiti, che ci viene incontro e si fa riconoscere. E questo – ha concluso – significa appartenere alla Chiesa”. Quella odierna e’ stata l’ultima udienza pubblica prima della pausa estiva ed il papa ne ha approfittato, come detto, per sottolineato la centralita’ nella vita dei fedeli della comunione ecclesiale. Una comunita’ che precdede quella di oggi e che deve la sua fede a tanti testimoni che ci hanno preceduto ed ai quali dobbiamo dire il nostro ‘grazie’. ”Nessuno diventa cristiano da se’! E’ chiaro questo? – ha detto papa Francesco rivolgendosi ai tanti fedeli riuniti in una piazza bagnata dalla pioggia – Nessuno diventa cristiano da se’. Non si fanno cristiani in laboratorio. Il cristiano e’ parte di un popolo che viene da lontano. Il cristiano appartiene a un popolo che si chiama Chiesa e questa Chiesa lo fa cristiano il giorno del Battesimo, si capisce, e poi nel percorso della catechesi e tante cose. Ma nessuno, nessuno, diventa cristiano da se”’. ”Se noi crediamo, se sappiamo pregare, se conosciamo il Signore e possiamo ascoltare la sua Parola, se lo sentiamo vicino e lo riconosciamo nei fratelli, e’ perche’ altri, prima di noi – ha ricordato – hanno vissuto la fede e poi ce l’hanno trasmessa, la fede l’abbiamo ricevuta dai nostri padri, dai nostri antenati e loro ce l’hanno insegnata”. Ricordando in questo senso il ruolo delle famiglie nella trasmissione della fede, il papa ha poi riferito un suo ricordo personale. ”Io ricordo sempre tanto il volto della suora che mi ha insegnato il catechismo. Ora e’ in Cielo sicuramente, perche’ era una santa donna, ma io la ricordo sempre e rendo grazie a Dio per questa suora. Oppure – ha aggiunto – ricordiamo il volto del parroco, di un altro prete, o di una suora, di un catechista, che ci ha trasmesso il contenuto della fede e ci ha fatto crescere come cristiani… Ecco, questa e’ la Chiesa: una grande famiglia, nella quale si viene accolti e si impara a vivere da credenti e da discepoli del Signore Gesu”’. gc

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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