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Papa: beatifica i martiri coreani, folla di 800mila fedeli a messa

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di Redazione | 2016-11-26 16/08/2014 ore 12:22
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:25)

Roma, 16 ago 2014 – Papa Francesco ha celebrato una messa di beatificazione per 124 martiri coreani, oggi a Seoul, davanti a una folla di oltre 800mila fedeli (stime del Vaticano) di diversi paesi asiatici, Cina compresa. Il Papa ha poi incontrato un gruppo di disabili, 5000 suore e frati e alcuni leader laici della Chiesa coreana nella collina di Kkottongnae. Rientro in elicottero nella capitale in lieve anticipo a causa del maltempo. Jorge Mario Bergoglio ha beatificato Paul Yun Ji-Chung e 123 compagni martiri presso la Porta di Gwanghwamun con una messa iniziata alle 10 (le tre di notte in Italia). Paolo VI e Giovanni Paolo II gia’ portarono agli onori degli altari diversi martiri coreani, ma e’ la prima volta che vengono beatificati cristiani della prima generazione della Chiesa cattolica in Corea, nata non dalla presenza di missionari stranieri ma dall’iniziativa di intellettuali laici che andarono in Cina, dove erano arrivati missionari gesuiti, per apprendere i fondamentali della fede cattolica. I primi cristiani, ricorda l’agenzia stampa sudcoreana Yonhap, vennero perseguitati e uccisi perche’ i vertici politici dell’epoca ”temevano che la rapida diffusione del cattolicesimo avrebbe minacciato l’ideologia, fondata sul confucianesimo, che guidava la nazione”. L’esempio dei martiri ”ci insegna l’importanza della carita’ nella vita di fede. Fu la purezza della loro testimonianza a Cristo, manifestata nell’accettazione dell’uguale dignita’ di tutti i battezzati, che li condusse ad una forma di vita fraterna che sfidava le rigide strutture sociali del loro tempo”, ha detto il Papa in italiano nell’omelia, trasmessa dalla televisione pubblica KBS (Korean Broadcasting Service). ”Fu il loro rifiuto di dividere il duplice comandamento dell’amore a Dio e dell’amore al prossimo che li porto’ ad una cosi’ grande sollecitudine per le necessita’ dei fratelli. Il loro esempio ha molto da dire a noi, che viviamo in societa’ dove, accanto ad immense ricchezze, cresce in modo silenzioso la piu’ abbietta poverta’; dove raramente viene ascoltato il grido dei poveri; e dove Cristo continua a chiamare, ci chiede di amarlo e servirlo tendendo la mano ai nostri fratelli e sorelle bisognosi. Se seguiamo l’esempio dei martiri e crediamo nella parola del Signore, allora comprenderemo la sublime liberta’ e la gioia con la quale essi andarono incontro alla morte. Inoltre vedremo che la celebrazione odierna abbraccia gli innumerevoli martiri anonimi, in questo Paese e nel resto del mondo, i quali, specie nell’ultimo secolo, hanno offerto la propria vita per Cristo o hanno sofferto pesanti persecuzioni a causa del suo nome. Oggi e’ un giorno di grande gioia per tutti i coreani”. L’eredita’ del beato Paolo Yun Ji-chung e dei suoi compagni ”puo’ ispirare tutti gli uomini e le donne di buona volonta’ ad operare in armonia per una societa’ piu’ giusta, libera e riconciliata, contribuendo cosi’ alla pace e alla difesa dei valori autenticamente umani in questo Paese e nel mondo intero”. pol tmn

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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