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Roma: Marino si, Marino no, ma il nemico è la burocrazia

Dopo l’inchiesta Mafia capitale l'amministrazione sotto l'occhio del ciclone

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di Redazione | 2016-11-26 19/06/2015 ore 9:19
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:47)

L’inchiesta Mafia capitale con le sue continue rivelazioni ha messo Roma nel cono di massima attenzione da parte della politica e dell’opinione pubblica. Si è subito avviato il ‘’totosindaco’’ che mette a dura prova la corteccia di imperturbabilità di Ignazio Marino. Tuttavia, ruberie e corruzione quasi inimmaginabili che hanno lambito vaste aree dell’amministrazione capitolina, per chi vive a Roma o per chi, come i cronisti del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sta svolgendo un’ inchiesta su ‘’Il Grande Degrado’’, è ben poca cosa rispetto la grave incuria di cui soffre da decenni la Capitale. La cronica mancanza di qualsiasi serio intervento, nonostante l’alternarsi dei vertici in Campidoglio, sta portando tristemente la città verso il collasso generale, proprio alla vigilia del Giubileo, che porterà un eccezionale afflusso di turisti. E così, invece di farsi strada un’organizzazione efficace a gestire l’evento, la carenza dei mezzi pubblici  alimenta a dismisura il traffico di auto e di motorini; le montagne di sporcizia crescono nelle strade e piazze monumentali; le buche e le voragini malamente aggiustate se non abbandonate, aumentano il pericolo per automobilisti e pedoni; frotte di venditori abusivi dovunque, senza regole centinaia di tavolini dei bar e persino tanti gli Hotel abusivi. Sempre sul ‘’Corriere della sera’’ Goffredo Buccini rileva che l’attuale sindaco, in un braccio di ferro contro il resto del mondo, sta catalizzando su di sé lo scandalo anche oltre i propri demeriti. ‘’Occorre- scrive – una scelta chiara che tenga conto anche degli errori del passato’’. Ma che cosa non ha permesso ai Rutelli, ai Veltroni, agli Alemanno invertire la persistente crescita negativa di Roma? In tempi non sospetti un politico impegnato nell’amministrazione capitolina si è lasciata sfuggire una confessione. ‘’C’è una burocrazia così forte e radicata – confidò agli amici –  con la quale qualsiasi cosa si decida al vertice deve fare i conti. E così, chiunque sieda in Campidoglio, più o meno impegnato e capace che sia,  chi poi decide e comanda è altrove.’’ Ossia la macchina, a quanto pare finora indistruttibile,  della burocrazia…(cls)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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