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Gabrielli assolve Marino: no scioglimento, c'è discontinuità

questa la relazione consegnata ieri al ministro Alfano

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di Redazione | 2016-11-26 10/07/2015 ore 9:44
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:49)

“Allo stato, le evidenze raccolte non consentano l’applicazione della misura dello scioglimento dell’Organo consiliare dell’Ente Locale”. Sono queste le conclusioni del prefetto di Roma Franco Gabrielli, contenute nella relazione che lo stesso prefetto ha consegnato ieri al ministro dell’Interno Angelino Alfano, anticipate dal Corriere della Sera e da Repubblica. Stando all’analisi di Gabrielli, per sciogliere il comune di Roma gli “elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso” devono essere “concreti, univoci e rilevanti”. Per questo: “Non appare irragionevole ritenere che gli elementi emersi di Roma Capitale, riferiti evidentemente alla sua gestione sotto la Giunta Marino, pur presentando i caratteri di rilevanza e concretezza, non riuniscano l’indispensabile tratto della univocità che consente di escludere in toto letture anfibiologiche delle situazioni riscontrate”. Il prefetto, si legge ancora nella sua relazione, anticipata dal Corriere della Sera e da Repubblica, ha riscontrato elementi di “discontinuità”. “Da questo punto di vista – si legge nelle conclusioni – va evidenziato come la Giunta Marino abbia dati alcuni precisi e non trascurabili segnali; seppure per dovere di obiettività va precisato che, almeno all’inizio della gestione, si tratta di scelte non dettate da una precisa e consapevole volontà di contrastare l’illegittimità e il malaffare, quanto piuttosto di comportamenti ispirati agli ordinari parametri di regolarità”. “Non si può disconoscere come la Giunta Marino abbia posto in essere sforzi per marcare una discontinuità rispetto al passato, evidentemente percepito come connotato da pericolose anomalie e disfunzionalità. E questo in assenza di precisi segnali di allarme che sarebbero dovuti provenire da organi terzi e che avrebbero ben potuto indirizzare l’azione di ripristino della legalità verso percorsi più decisi”, conclude. (fonte Omniroma)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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