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Ostia, sequestrato il porto e arrestato il presidente Balini

Presentati alla stampa i dettagli della maxi operazione Porto di Roma

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di Redazione | 2016-11-26 29/07/2015 ore 13:15
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:51)

Quattro arresti, tre anni di indagini, 1300 beni demaniali posti sotto sequestro per un giro d’affari di oltre 400 milioni di euro. Sono alcune cifre della maxi operazione “Porto di Roma”, un lavoro condotto dalla procura e dai finanzieri del comando provinciale di Roma presentato alla stampa questa mattina nella sede del Nucleo della Polizia Tributaria di Roma. Un cerchio investigativo che si è chiuso attorno alla figura di Mauro Balini, imprenditore e presidente del porto turistico di Roma “che dovrebbe rappresentare un fiore all’occhiello delle realtà portuali italiane”, ha affermato il comandante provinciale Magliocco. Bancarotta, riciclaggio e utilizzo di beni di provenienza illecita sono i reati contestati ai 13 soggetti coinvolti nell’indagine. Il procuratore aggiunto Rossi ha tenuto a precisare che non è stato apposto nessun sigillo e che le attività del porto proseguiranno regolarmente sotto la gestione dei due amministratori nominati dalla procura.

Le attività investigative iniziano con la denuncia di una banca tedesca che concede all’ATI un finanziamento di 25 milioni per un progetto imprenditoriale che intendeva aggregare al porto turistico anche un centro immobiliare. L’ATI è la società responsabile del porto, fallita nel 2012, di cui Balini era socio. Una delle attività criminali è consistita nell’indebitamento fittizio dell’ATI che lo stesso Balini – definito “il dominus” della vicenda – ha voluto ripagare. Nel suo nuovo status di creditore dell’ATI, Balini inizia così ad attingere denaro dalle casse della società come fosse il suo bancomat personale. L’ordinanza contiene anche una parte relativa ai rapporti di Balini con la politica, una constatazione di quanto le relazioni fossero presenti sia con la vecchia amministrazione che con l’attuale. Ottimi i rapporti con la Giunta Alemanno che, nonostante il crac dell’ATI, ha permesso un ampliamento da 90 milioni e quasi 1500 nuovi posti barca. Diversi i rapporti con la giunta Marino con cui Balini, in una mail, si è lamentato per alcuni provvedimenti che non facilitavano gli affari dell’ oramai ex dominus del Porto di Ostia. (G.D.S.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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