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Asili nido. Per i sindacati aperture a rischio

L'apertura di Settembre non ha coperture economico-finanziarie

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di Redazione | 2016-11-26 25/08/2015 ore 19:59
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:53)

“Venerdì sono stati pubblicati due bandi per il reperimento di nuovo personale per i nidi e la scuola dell’infanzia, che però sanciscono il limite per poter lavorare ai 36 mesi”. A parlare, mentre al primo piano del dipartimento per i servizi scolastici es educativo di Roma Capitale è in corso l’incontro tra l’assessore alla scuola, Marco Rossi Doria e i sindacati, è Daniela Pitti, rappresentate Usb. Chi ha già raggiunto i 36 mesi non sarà quindi più chiamato per le supplenze -ha spiegato Pitti- e questa è una cosa gravissima, perché abbiamo una situazione in cui il comune non assume da molto tempo e il personale precario già formato e qualificato si troverà nella situazione di non poter più lavorare”. La questione di cui si è discusso in via Capitan Bavastro per oltre tre ore è quella del possibile licenziamento di 5000 precari delle scuole comunali di Roma, in virtù della riforma della scuola sulla quale incide una sentenza di Strasburgo che impedisce l’assunzione a tempo determinato di precari che abbiano già lavorato 36 mesi. Una sentenza per la quale esiste una deroga per le scuole statali ma non per quelle comunali. “La situazione è molto grave -ha affermato Catia Mineo, del sindacato Csa, al termine dell’incontro con l’assessore”. “Il dato positivo uscito da questa rounione – ha aggiunto la sindacalista- è che l’amministrazione ha capito che a settembre c’è il rischio che non aprano i nidi. L’ assessore ha promesso di trovare un passaggio normativo che superi il decreto Renzi. Questo ci da’ speranza”.

“Abbiamo chiesto un intervento immediato per una soluzione dei problemi legati alla stabilizzazione dei precari -ha dichiarato Nicoletta Calcagno di Uil fp. “L’ assessore vuole qualche ora di tempo per trovare soluzioni. Noi, intanto, abbiamo chiesto che non venga chiamato nessun precario finché non si trova una soluzione. Se non ci daranno risposte, siamo pronti alla mobilitazione”, ha sottolineato Calcagno.

Di riunione “interlocutoria” ha parlato invece Fabio Moscovini di Cgil, insistendo su una rapida chiusura della questione: “Il problema deve essere risolto in pochi giorni, prima dell’apertura dei nidi. L’ assesore si è dimostrato disponibile. Noi abbiamo rappresentato i disagi di migliaia di precari che perderanno gli stipendi e il problema degli asilo nido che non si potranno aprire. Abbiamo gia chiesto al governo una interpretazione estensiva del jobs act per consentire di far tornare a lavorare i precari in un contesto di stabilizzazione”.

“Al netto delle aperture dell’assessore per trovare una soluzione -ha dichiarato Giancarlo Cosentino di Cisl- il problema è quello di circa 4000 precari che non avranno più la possibilità di occupare quei posti che permetteranno all’amministrazione di aprire i nido. Una situazione di cui l’ amministrazione ha preso atto e che getta sul lastrico 4000 famiglie tra quelle di precari con incarichi annuali e chiamate giornaliere. Tutto questo è frutto di una miopia e di un mancato presidio della politica che sta falcidiando l’offerta alle giovani famiglie e ai lavoratori. In questo momento, si tratta di una delle più grandi emergenze di Roma. O il sindaco riesce a ribaltare questa situazione sulla scuola o stiamo subendo il vero commissariamento di Roma”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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