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Jobs Act, Ichino: sgravi fiscali temporanei come droga

Il senatore del Pd ha parlato della riforma del mercato del lavoro

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di Redazione | 2016-11-26 1/09/2015 ore 10:16
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:54)

“Sgravio fiscale temporaneo può operare come una droga, serve una riduzione strutturale. Governo non ha bacchetta magica, ma sulle assunzioni stiamo raggiungendo gli obiettivi”. Lo ha detto il Sen. Pietro Ichini (PD) ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“Uno sgravio fiscale .–ha affermato Ichino- , che ha carattere temporaneo finisce per operare come una droga, come una forma di alleviazione del dolore o di un difetto di funzionamento del sistema che poi a un certo punto viene meno e il sistema torna a bloccarsi. Dobbiamo andare nella direzione di un sistema in cui il prelievo fiscale sulle buste paga si riduca e gli stipendi aumentino. Questo è l’obiettivo fondamentale che il Governo si sta proponendo e che è possibile raggiungere se l’Italia si rimette in moto e si potranno rendere strutturali gli sgravi fiscali.  L’obiettivo di aumentare l’occupazione, che implica l’aumento della domanda di lavoro, può essere portato solo da un aumento degli investimenti e dei consumi, che è possibile solo creando una situazione che incentivi gli investitori e dia fiducia e ottimismo riguardo al futuro nei consumatori. Questo non lo si può ottenere solo dopo 4 mesi di attuazione del Jobs act. Non c’è la bacchetta magica, chi pensava questo ha ha sbagliato i conti. L’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato sono un obiettivo, e ci sono forti indizi che lo stiamo raggiungendo persino in misura superiore rispetto alle attese. Occorre anche riaprire l’Italia agli investimenti stranieri. Bisogna dare fiducia agli investitori. Purtroppo da questo punto di vista l’Italia è stata instabile politicamente e questo non ha certo aiutato. I nuovi governi disfano sempre quanto fatto dai precedenti, a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei. Stiamo facendo dei grandi passi avanti anche sul terreno del flusso di investimenti stranieri, che stanno aumentando. Dobbiamo smettere di spendere 250 miliardi ogni anno per la spesa sociale, per mandare in pensione 50enni e 40enni. Questa spesa deve essere usata per creare posti di lavoro, nell’ambito dei servizi sociali e alla famiglia, dove c’è molta necessità”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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