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Ambiente, Marino: 290 siti potenzialmente contaminati

Il sindaco pone l'attenzione sulle acque sotterranee della capitale

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di Redazione | 2016-11-26 14/09/2015 ore 10:46
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:55)

“In questo ultimo anno il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma ha condotto due progetti che sono l’esempio di una nuova politica ambientale che punta al miglioramento della gestione e del controllo delle risorse naturali, alla valorizzazione dell’impiego e alla riduzione degli sprechi, anche attraverso l’uso più razionale del patrimonio idrico. Si tratta di due progetti tra loro strettamente collegati: il primo è la ‘Rete di monitoraggio delle acque sotterranee di Roma’. Un progetto innovativo per un Ente pubblico che ci permetterà in breve di essere al pari di grandi capitali europee come Londra e Berlino. Il secondo è la nuova ‘Carta Idrogeologica di Roma’ che durante Aqua 2015 viene presentata per i suoi aspetti scientifici. Quello che abbiamo fatto è stato censire tutti gli oltre 100 pozzi per acqua del Servizio Giardini, verificarne l’ubicazione e l’accessibilità e cominciare un monitoraggio periodico delle acque di falda per mezzo del nostro personale qualificato. I benefici derivanti dalla realizzazione di un prodotto tecnico-scientifico come la Carta Idrogeologica sono numerosi. Da un punto di vista ambientale, ad esempio, la Carta Idrogeologica è molto utile nell’ambito dei procedimenti relativi ai siti inquinati per la previsione di diffusione di eventuali sostanze nelle falde. Presso il Servizio bonifica siti inquinati e Geologia ambientale di Roma sono istruiti più di 290 casi di siti potenzialmente contaminanti che spesso interessano anche le acque sotterranee”. Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo alla cerimonia di apertura di Aqua 2015, 42esimo congresso internazionale di idrogeologia presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza. “Questo è tanto più importante in considerazione del fatto che in piena area urbana di Roma esistono molti utenti che usano le acque dei propri pozzi per scopi domestici. Avere a disposizione uno strumento come la nuova Carta Idrogeologica, dunque, sarà di sicuro utile perché l’Amministrazione possa dare ai cittadini una risposta pronta ed efficace. Da un punto di vista tecnico – ha aggiunto il primo cittadino – la Carta Idrogeologica sarà di grande aiuto per tutte le opere di progettazione, specialmente per quelle che prevedono gran parte dei lavori in sotterraneo. L’aver individuato i serbatoi sotterranei naturali, le direzioni di deflusso e le temperature medie delle acque di falda ci permetterà di pianificare l’uso di tecnologie molto innovative per Roma. Da un punto di vista di protezione civile e protezione del territorio, inoltre, le informazioni presenti nella Carta Idrogeologica di Roma possono costituire la base per verificare la fattibilità e quindi progettare interventi di managed aquifer recharge, attività tramite la quale viene favorita l’infiltrazione di acqua meteorica nel sottosuolo per prevenire allagamenti in zone nevralgiche della città. Conoscere i deflussi sotterranei può aiutare a prevenire o a trovare soluzioni per evitare l’allagamento di cavità ipogee di interesse storico-archeologico e di siti archeologici solitamente posti al di sotto dell’attuale livello del terreno, come ad esempio quelli presenti nell’area di Ostia Antica”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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