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Librografie alla Casa delle Letterature

Opere su carta di Gonzalo Orquin, a cura di Giorgia Calò e Maria Ida Gaeta

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di Redazione | 2016-11-26 21/10/2015 ore 15:18
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Lunedì alla Casa delle Letterature di Roma sarà inaugurata la mostra Librografie. Opere su carta di Gonzalo Orquin, a cura di Giorgia Calò e Maria Ida Gaeta, centrata sul dialogo tra arte e letteratura e comprende venti ritratti 40×30 cm realizzati dall’artista spagnolo, classe 1982, ispirati da alcuni dei maggiori autori della letteratura italiana del Novecento: Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Tommaso Landolfi, Carlo Levi, Giorgio Manganelli, Elsa Morante, Alberto Moravia, Anna Maria Ortese, Cesare Pavese e Pier Paolo Pasolini a cui è dedicato un grande lavoro site specific. Orquín in questo lungo studio ha lavorato alla maniera di un regista che procede al suo casting: ha scelto e selezionato volti contemporanei, da mettere in relazione con  testi e trame dei libri attraverso la parola dipinta. I personaggi rappresentati sono viventi, amici, conoscenti o persone incontrate per caso, ma che in qualche maniera l’artista è riuscito a mettere in relazione con il romanzo prescelto. È proprio per sottolineare l’importanza della parola che Orquín sceglie come mezzo per le sue opere la carta, supporto per antonomasia degli scrittori, cosi come le parole, che vengono letteralmente ricamate sul foglio ora leggibili, ora sotto forma di segno astratto. A fare da collante tra i visi raffigurati nelle opere e i romanzi scelti sono infatti, più che le somiglianze dirette, proprio le citazioni d’autore – esatte al millimetro, senza la minima variazione – rintracciate tra le pagine e concretamente realizzate a punto e filo, ricamate sull’opera. A loro è affidato il compito di far scattare il cortocircuito tra la parola scritta e l’immagine rappresentata. Così i volti disegnati si trasformano in volti parlanti tramite frasi brevissime, tratte dai romanzi, in grado di evocare, oltre al libro in sé, lo stile e la poetica dell’autore rappresentato. La tecnica del thoughts on paper permette inoltre a Orquín di lavorare anche sull’aspetto tridimensionale e plastico, dando all’opera un aspetto scultoreo. Il personaggio ritratto in questa maniera si anima, o meglio si animano i suoi sogni, i suoi pensieri, incisi sulla carta attraverso la tecnica del ricamo. (g.f.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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