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Auditorium, resa dei conti sulle nomine. Esposto in Procura

Orfini 'scarica' Marino:” ha abbandonato guerra a poteri forti”

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di Redazione | 2016-11-26 23/10/2015 ore 11:53
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Un braccio di ferro sempre più teso. E con toni via via più aspri tra il sindaco dimissionario 

Ignazio Marino e il Partito democratico. E la questione delle nomine di tre consiglieri d’amministrazione della Fondazione Musica per Roma é stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La nomina di Aurelio Regina e Azzurra Caltagirone nel Cda dell’Auditorium insieme allo spagnolo Josè Ramon Dosal Noriega, indicato come amministratore delegato, infatti, proprio non é andata giù a Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito nella Capitale. L’esponente Dem ha rivolto un’accusa ben precisa al sindaco uscente, da lui a lungo difeso: quella di aver abbandonato la tanto sbandierata lotta ai poteri forti, una “grande guerra” che secondo il presidente del Pd “si è fermata davanti ai cancelli dell’Auditorium”.

 

Quello delle nomine della Fondazione dell’Auditorium Parco della Musica è un pasticcio che da mesi é rimasto sul tavolo del sindaco. Il 10 agosto veniva nominato un nuovo Cda con l’indicazione di Josè Ramon Dosal Noriega come amministratore delegato. Un board composto da 15 consiglieri, fra cui spiccavano nomi di persone molto influenti nella Capitale e non solo: dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta al presidente di Bnl Luigi Abete, dal numero uno di Atlantia Giovanni Castellucci al presidente del Coni Giovanni Malagò. Figuravano anche i nomi dell’ex presidente di Confindustria Lazio Aurelio Regina, confermato presidente della Fondazione, e della figlia dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, vice presidente dell’azienda editoriale di famiglia, che ora vengono duramente criticati da Matteo Orfini. Un Cda mai entrato in carica, perché Ignazio Marino non ha firmato subito l’ordinanza. Dopo mesi di stallo totale, il 6 ottobre scorso il Cda della Fondazione ha approvato la riduzione da 16 a 5 del numero dei consiglieri. Un atto obbligato, perché il 14 agosto era entrata in vigore la legge 125/2015 e la designazione del Cda era stata così resa nulla. 

 

Solo nelle ultime ore, quasi allo scadere del suo mandato di sindaco dopo le dimissioni annunciate per il venir meno delle condizioni politiche, Marino ha deciso le nuove nomine, malviste dal Partito democratico. E non solo. Sul caso Fdi-An ha ora annunciato un esposto alla Prefettura e alla Procura di Roma. “Si tratta di una modifica sulla quale vogliamo vederci chiaro – ha detto il capogruppo Fabrizio Ghera – quanto accaduto in Fondazione con le nomine è incredibile quanto illegittimo”. (G.I.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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