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Marino punta all'Aula, ma il Pd pensa a sbarrargli la strada

I democratici starebbeo studiando i cavilli del regolamento

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di Redazione | 2016-11-26 23/10/2015 ore 17:54
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Impedire al sindaco Ignazio Marino di andare in Assemblea capitolina per evitare quello che tra gli scranni dell’aula viene annunciato come un “bagno di sangue” tra il primo cittadino e il Partito democratico. Questo, secondo quanto si apprende dai renziani in Campidoglio, sarebbe il piano dei dem per mettere la parola “fine” a una pagina che il partito vuole continuare a leggere come gia’ chiusa, anche sfruttando i “cavilli” del regolamento d’Aula. Il sindaco dimissionario intanto e’ sempre piu’ convinto di voler presentarsi in Aula Giulio Cesare anche grazie alla richiesta di convocazione dell’Assemblea capitolina presentata ieri al presidente Valeria Baglio dal vicecapogruppo di Forza Italia, Dario Rossin, con una lettera ufficiale sottoscritta da 12 consiglieri di opposizione. Nonostante la lettera firmata obblighi Baglio a riunire una capigruppo per decidere quando convocare l’aula, non mancano tra le pieghe del regolamento le opportunità per ‘sterilizzare’ la richiesta di convocazione. Lunedì, come annunciato da Baglio, si deciderà quando fissare la capigruppo. Inoltre, secondo lo stesso regolamento, dopo la conferenza dei capigruppo, l’Aula puo’ essere convocata gia’ nelle successive 24 ore ma anche entro 20 giorni e arrivare quindi dopo il 2 novembre, giorno in cui le dimissioni del sindaco Marino diventeranno effettive. Il “cavillo” e’ racchiuso nell’articolo 22 del regolamento che dice: “Qualora nella conferenza dei capigruppo non si raggiunga un accordo unanime, le decisioni sono assunte dal presidente, con il consenso dei presidenti dei gruppi la cui consistenza numerica sia pari almeno ai tre quarti dei componenti il Consiglio senza computare a tal fine il sindaco. Qualora nella conferenza non si raggiunga tale maggioranza, il presidente rimette la propria decisione all’Aula che si pronuncia dopo l’effettuazione di un intervento da parte di un consigliere a favore e di uno contrario alla decisione del presidente”. Stessa procedura se, come prevede sempre il regolamento (articolo 27) a fare richiesta scritta di convocazione fosse il sindaco. Il primo cittadino potrebbe, quindi, “tecnicamente” non riuscire ad andare in Assemblea capitolina e Pd riuscire a chiudere definitivamente la partita. (fonte Omniroma)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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