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Orfini: quella di Marino è una storia finita. Lo sfiduceremo

Il commissario Pd di Roma commenta la manifestazione di sostegno al sindaco

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di Redazione | 2016-11-26 26/10/2015 ore 9:46
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

“E’ una storia finita… Massimo rispetto, per carita’, ma non mi e’ sembrata una rivolta popolare… Ne’ mi sembra che Marino sia vissuto dalla citta’ come un martire”. Cosi’ su La Repubblica il commissario del Pd di Roma, Matteo Orfini, che alla luce della manifestazione di ieri di sostegno al sindaco, dice: “Spero che non ritiri le dimissioni. Che faccia prevalere l’interesse dei romani al suo. Che non scelga una strada incomprensibile. E si’, che eviti questo tritacarne al suo partito e preferisca l’amore per la citta’. Altrimenti vorra’ dire che lo sfiduceremo”. “Di fronte a un atteggiamento ridicolo come questo – aggiunge -, amen. Perche’ e’ chiaro che senza Pd non si va avanti. Lo capisca, invece di portare avanti un balletto inconcepibile”. “Dalla tv era chiaro che in Campidoglio -sottolinea Orfini – c’erano mille persone al massimo, in una citta’ di due milioni e mezzo di abitanti. Sa, Roma non e’ Facebook, anche se Ignazio non l’ha capito. E dire che stavano organizzando questa manifestazione da un paio di settimane, con il contributo di alcuni del Pd”. “Ignazio rifletta su chi lo sostiene in questa battaglia – puntualizza -. Ci sono alcune correnti che hanno contribuito a distruggere il partito e adesso provano a ricostruirsi una verginita’ in questo modo”. Marino, dice il commissario Ordini “puo’ dire quel che gli pare ma i romani ormai lo conoscono. Secondo un sondaggio, l’ottanta per cento non lo rivoterebbe”. Sara’ anche vero, ma con i consiglieri uscenti come la mettiamo? E’ sempre dura rinunciare alla poltrona: “Faranno quel che serve per voltare pagina – risponde -. Hanno grande senso di responsabilita’ e lealta’, avendo condiviso un percorso all’unanimita’. Soffrono, naturalmente. Tutti soffriamo. Viviamo una grande delusione. Ma tutti e diciannove, se serve, lo sfiduceranno”. L’ultima trincea del sindaco passa per una nuova versione sugli scontrini della discordia. Ininfluente, per Orfini: “Continua a ripetere questa storia – dice Orfini -, quindi e’ meglio chiarire: lui non si e’ dimesso per gli scontrini, ma per una serie di errori praticamente quotidiani. Io gli ho fatto da scudo umano. Avevamo pure chiamato pezzi da novanta in giunta, ma niente: si era rotto il rapporto con la citta’”. “Non c’era quando il governo decideva sullo scioglimento del Comune – sottolinea il commissario del Pd -. Partiva per gli Usa, tornava, ripartiva. Raccontava cose evidentemente fuori dalla realta’. E poi, possibile che in due anni e mezzo, prima che arrivasse Esposito, nessuno si sia accorto che il 95% degli appalti dell’Atac era senza gare? Quando uno come Sabella non e’ piu’ disponibile a continuare, beh, come puoi pensare di andare avanti?”. (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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