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Monteverde, addio al clochard Evasio

Amico di tutto il quartiere, è morto il 2 dicembre al San Camillo

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di Redazione | 2016-11-26 10/12/2015 ore 17:06
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:06)

Sono iniziati alle 14:30 nella parrocchia Nostra Signora di Coromoto ai colli Portuensi, i funerali di Evasio, conosciuto come ‘er mezza piotta’, clochard di Monteverde e Portuense famoso tra i residenti della zona, morto la mattina del 2 dicembre al San Camillo. Il suo marchio di fabbrica erano le 50 lire, accettava solo quelle, da qui il soprannome rimasto invariato nel tempo nonostante l’euro. Una chiesa colma di gente, di tutte le età. Famiglie con bambini, anziani e giovani che si sono riuniti per l’ultimo saluto a Evasio perché “se lo meritava” è la frase ricorrente tra le persone. Classe 1955, tra una settimana avrebbe compiuto 60 anni. Proprio per questo il 17 dicembre verrà celebrata una messa in suo ricordo.

 

Alle esequie era presente anche Fabrizio Santori, consigliere regionale, cresciuto nel quartiere e con Evasio: “Sono cresciuto con la sua presenza sul territorio, è diventato un simbolo del quartiere, girava con la sua vespa, sempre accompagnato dai suoi gatti. Ci ha insegnato molto – ha continuato Santori – perché pur vivendo in quella condizione non se ne è mai vergognato, era una libera scelta e la sua felicità era la felicità di tutto il quartiere. Per noi vale molto di più una strada intitolata a lui nel territorio di Monteverde che tante altre intitolate a personaggi che non fanno parte del quartiere. Per questo- ha spiegato il consigliere regionale – mi sono sentito di formalizzare questa proposta. Spero che anche il Prefetto possa riconoscere, tramite la Comunità di Sant’Egidio o la Caritas che lo assistevano, l’importanza di questa persona”, ha concluso Santori.

 

Fuori dalla chiesa sui muri dei palazzi limitrofi alla parrocchia, diversi i volantini in ricordo di Evasio. Un ritratto e una piccola poesia dei Poeti e Pittori del Trullo che raccontano di un uomo “mai disadattato e nimmanco disadatto, dignitoso nel viver tua disdetta, accettanno l’aiuto e mai l’accatto. Mai più patirai er callo o er gelo mo’ che scorazzi libbero n’er cielo”.

 

Il presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, presente anche lui al funerale, ha voluto ricordare quanto sia “importante per chi ha delle responsabilità di governo, non dimenticarsi mai degli ultimi perché Evasio era una persona contenta, felice, serena nonostante tutto e quindi ci insegna molto, perché ci fa capire – ha proseguito il mini sindaco – quali sono le cose veramente importanti nella vita. Anche per questo io sono qui, perché non bisogna mai dimenticarsi degli ultimi”. (Omniroma)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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