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Referendum: l'affluenza è stata del 34,73%

E'stato un flop

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di Redazione | 2016-11-26 18/04/2016 ore 11:57
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:21)

A Roma l’affluenza definitiva al referendum sulle trivellazioni, secondo il sito del comune di Roma, è del 34,73%.

“Il risultato del referendum dimostra che il Governo è completamente slegato dalla direzione verso dove dobbiamo puntare, che sono le energie rinnovabili, come ci chiedono anche i protocolli internazionali per la riduzione delle emissioni. Mi lascia e ci lascia perplessi. Anche una televisione di Stato che non ha per niente informato sul referendum ci lascia perplessi”. Così Virginia Raggi, candidata sindaco di Roma per il Movimento 5 Stelle, ai microfoni di Rtl 102.5. 

“32% e più di 15 milioni di pernacchie contro Matteo Renzi. Sei mesi a ottobre e al referendum vero te ne vai”.

Lo scrive in un tweet, riferisce in una nota, Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.

“Un immane spreco di soldi pubblici pari a 300 milioni di euro, che si sarebbe potuto evitare se solo il Governo avesse seguito le regole della Costituzione, e che finirà ora al vaglio della Corte dei Conti”. Lo afferma in una nota il Codacons in merito al referendum sulle trivelle e alle dichiarazioni rese ieri dal premier Matteo Renzi, annunciando un esposto alla magistratura contabile.

“Ieri il presidente del Consiglio ha affermato che ‘Non avremmo potuto accorpare il referendum con le amministrative neanche se avessimo voluto perché una legge non ce lo permette’, ma questo non è assolutamente vero – spiega il leader del Codacons, Carlo Rienzi – Non esiste alcuna legge che vieta l’election-day, e lo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano, in una interrogazione dello scorso febbraio, parla espressamente di ‘assenza di disposizioni specifiche sull’accorpamento tra referendum ed elezioni amministrative’. Tesi confermata pochi giorni fa dal Consiglio di Stato il quale, pronunciandosi sul ricorso Codacons per l’election-day, ha scritto testualmente: ‘unicità di data certamente non vietata ma nemmeno imposta dalla legge'”.

“Al contrario Renzi, posto che nessuna legge vieta l’accorpamento tra elezioni e referendum, avrebbe dovuto attenersi all’art. 97 della Costituzione Italiana, garantendo non solo il buon andamento della P.A., ma anche un risparmio di 300 milioni di euro per la collettività. Soldi sprecati di cui il premier è il solo ed unico responsabile, e che ora finiranno al vaglio della Corte dei Conti”, conclude il Codacons”. 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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