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M5S, al via due progetti di reddito di cittadinanza

L’assessore De Vito presenta le due ipotesi allo studio della giunta

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di Redazione | 2016-11-26 19/07/2016 ore 11:58
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:29)

Due progetti di reddito di cittadinanza. Uno dei capisaldi del Movimento 5 Stelle è stato portato all’attenzione della giunta da Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina. Al vaglio dell’amministrazione ci sono due ipotesi differenti, entrambe per un ammontare di 300 euro al mese. Il primo progetto è rivolto a 50.000 persone che avrebbero diritto, a partire dal 2018, al sostegno dell’amministrazione. Si tratta di 300 euro al mese, quindi 3.600 euro all’anno, per un totale di 180 milioni di euro.

 

Il secondo progetto, invece, ha un respiro più ampio e si rivolge a 250.000 famiglie. In questo caso, l’impegno per le casse comunali sarebbe di 900 milioni di euro. Entrambi i progetti avrebbero durata biennale. Finora, due giunte 5 Stelle hanno già approvato il reddito di cittadinanza, a Livorno e a Pomezia, ma per un importo inferiore di 10 volte: 30 euro al mese. E la differenza non è di poco conto.

 

Attualmente, il debito di Roma ammonta a 12 miliardi di euro. La sindaca Virginia Raggi ha già annunciato che nell’incontro che avverrà dopo l’estate con Matteo Renzi è intenzionata a richiedere una rinegoziazione di questo enorme fardello che paralizza le attività dell’amministrazione. Il governo, dal canto suo, dopo l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa si è impegnato a versare alle casse dei comuni quasi 4 miliardi di euro. Ma non ha molti margini di manovra.

 

La domanda che sorge spontanea è: Roma può permettersi di stanziare almeno 180 milioni di euro per i prossimi 12 mesi quando le casse sono a secco e le emergenze sono molteplici? Al momento la risposta più ovvia sembrerebbe no, anche perché servono fondi extra per un piano di recupero delle periferie, per i lavori straordinari per le strade, per risolvere o tamponare l’emergenza rifiuti. Senza dimenticare che Atac è allo sbando e necessita di un piano strategico di rilancio.

 

È certo, però, che una città come Roma, in cui i prezzi degli immobili sono alle stelle, e dove la disoccupazione è ancora al di sopra del 10% e con un tasso di inattività nella fascia 15-64 anni del 31,1%, necessita di strumenti di inclusione sociale e di sostegno al reddito. Ma sono provvedimenti che andrebbero presi a livello nazionale, tutelando le fasce di reddito più svantaggiate e creando le condizioni per un migliore accesso alle case. Roma sta implodendo velocemente, come dimostrano i roghi di rifiuti, lo scoppio delle tubature e il degrado diffuso. La rinascita della Capitale è lunga e travagliata. La sfida della giunta Raggi è di proporzioni bibliche. Ma se riuscirà nell’intento, ci sarà solo da togliersi il cappello. Con o senza reddito di cittadinanza. (Marco Scotti)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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