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Il vigile rifiuta gli stivali “tarocchi”? Finisce sotto inchiesta

Ira dei sindacati: atto persecutorio

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di Redazione | 2016-11-26 20/07/2016 ore 15:34
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:30)

Non c’è limite al peggio. Secondo una nota della Ugl Polizia Locale Roma, un agente sarebbe finito sotto inchiesta dopo il suo rifiuto di indossare stivali con marchio CE contraffatto. Per il sindacato, il vigile urbano avrebbe notato che, al posto del canonico marchio che testimonia la provenienza comunitaria, ve n’era uno che mostrava un’altra provenienza: quella cinese. L’Ugl denuncia che la dottoressa Raffaella Modafferi, dirigente del nucleo cui appartiene il vigile urbano, non abbia apprezzato lo zelo del suo sottoposto e abbia, invece, avviato un’indagine disciplinare, richiedendo inoltre alla procura di Roma di verificare se esistono “violazioni del segreto istruttorio” e “danno di immagine”.

 

Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da morire dal ridere. Proviamo a ricapitolare: un vigile denuncia che parte della sua attrezzatura non è a norma e, probabilmente, è perfino contraffatto. Ora, magari un encomio sarebbe stato eccessivo, ma tutto ci si sarebbe potuti aspettare dal suo superiore tranne che un’azione disciplinare. Invece, nella folle estate romana (rigorosamente con la “e” minuscola, ché l’altra, quella culturale, ha già le sue gatte da pelare) si scopre che a finire sotto processo non sono i fornitori, ma lo stesso agente la cui unica colpa sarebbe quella di fare troppo bene e con troppo scrupolo il suo lavoro.

 

Ricordate la storia di quell’autista Atac che svelava per quali motivi i bus fossero sempre in ritardo e che, per questo motivo, era finito nell’occhio del ciclone? Ecco, la situazione è molto simile. L’indagine della Procura della Repubblica di Roma, che ha l’obbligo di aprire il fascicolo, si risolverà sicuramente in un nulla di fatto. Ma intanto chi prova a ristabilire un briciolo di normalità nella Capitale allo sbando si ritrova messo alla berlina. Come se il tentativo estremo di salvare Roma dal baratro non fosse un’azione commendevole, ma un insulto allo status quo. Un segnale più grave di mille sacchi di spazzatura abbandonati. (MS)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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