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Raggi; sbloccare fondi per Roma, è Capitale anche senza Giochi

Allarme sui conti, con Città Metropolitana più esposizione con le banche

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di Redazione | 2016-11-26 27/09/2016 ore 15:15
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:37)

Tanto sport, qualche monito e un allarme sui conti. Virginia Raggi, sindaco di Roma, è tornata a parlare della delicata questione olimpica, dopo lo stop del Campidoglio alla candidatura di Roma, lasciando spazio anche a brutti presagi circa la tenuta del bilancio comunale. Davanti ai senatori della commissione Cultura, una Raggi apparsa piuttosto contrariata dal clamoroso no di Salvatore Tutino alla poltrona di assessore al Bilancio, ha ribadito tutti i perchè del rifiuto ai Giochi. “”La nostra posizione sulle Olimpiadi è sempre stata chiara e già dal 2015 avevamo individuato in diversi studi le ragioni del nostro no. Dunque Roma non può permettersi simili costi di organizzazione, anche perchè i debiti andrebbero a ricadere sui cittadini romani”, ha spiegato la Raggi citando alcune disposizioni del regolamento delle Olimpiadi. “Noi non ce la siamo sentita di indebitare ulteriormente Roma e l’Italia, tutto avrebbe inesorabilmente gravato sui nostri figli. E poi il regolamento chiede garanzie sui prestiti, ma con 13 miliardi di debiti quali garanzie possiamo ancora dare?”. 

 

Altro problema sollevato dal sindaco, la questione del recupero delle opere olimpiche una volta conclusi i Giochi. “Ricordiamo le piste delle Olimpiadi invernali diTorino, che sono dei ruderi, ricordiamo le piscine, con i muristorti, e le vele di Calatrava, che se uno volesse smantellarle oggi dovrebbe spendere il doppio. Non c’è alcun tipo disostenibilità in questo genere di eventi”, ha detto la Raggi. Che ha escluso la piaga della corruzione dall’elengo delle ragioni del no. “La corruzione non è stata un tema preso in considerazione. Il vero problema sono stati i costi”. La palla, comunque, adesso passa all’assemblea capitolina convocata per questo giovedì alle 9.00. L’aula Giulio Cesare dovrà ratificare la mozione dei grillini che respinge ufficialmente la candidatura di Roma. Il sì è quasi scontato vista la larghissima maggioranza dei pentastellati. Di sicuro non sarà una seduta tutta rose e fiori, vista e considerata la crescente tensione di questi giorni tra M5S e opposizioni, corroborata dalla possibile partecipazione di una delegazione del Coni alla seduta. Il no alle Olimpiadi non preclude però, almeno secondo il ragionamento della Raggi, la possibilità di ottenere quei fondi stanziati dal governo in caso di organizzazione dei Giochi a Roma. Soldi che il primo cittadino vorrebbe lo stesso, a prescindere dal rifiuto olimpico. “Immagino che se il Governo è interessato alla sua capitale voglia continuare a finanziare la città con le risorse preventivate nell’eventualità delle Olimpiadi anche in caso di mancata accettazione della candidatura”. In questo senso il sindaco ha messo in guardia Palazzo Chigi: “no ai ricatti, Roma è la capitale d’Italia anche senza Olimpiade, nessuno pensi di dirci ‘candidati ai Giochi oppure ti tolgo i soldi”. 

 

Fin qui il capitolo Giochi che ha sviato gran parte del dibattito in commissione, ufficialmente incentrato sul rilancio delle infrastrutture sportive a Roma. “E’ evidente a tutti che lo sport tanto in Italia come a Roma non è considerata un’attività primaria. E questo non può essere tollerato. Abbiamo provato a battere su questo tasto negli anni all’opposizione. Le palestre delle scuole sono non sono manutenute. Alcune scuole non ne hanno, altre sono in uno stato pietoso”, ha attaccato la Raggi. Di qui la ncessità di lanciare ” un nuovo corso” da allacciare alla vita quotidiana:  “anche il quadro di una rete di piste ciclabili che consentano di spostarsi in bicicletta in sicurezza comunque costituisce un ulteriore elemento che va a rafforzare l’idea di sport come pratica quotidiana”. Il vicesindaco Daniele Frongia, che ha accompagnato la Raggi in audizione, ha sottolineato come su 162 impianti censiti dal Comune “zero oggi siano in regola. E’ un record e soprattuto un dato sconfortante”. 

 

In mezzo a tanto sport, ha trovato spazio un allarme sui conti del Comune da non sottovalutare. E cioè quello legato alla trasformazione di Roma in Città Metropolitana. Un passo che sta già comportando un aumento esponenziale delle spese (il neonato Ente comprenderà i 121 comuni della provincia di Roma) a fronte di entrate esigue, come il bollo auto. Di qui il monito del sindaco sul nuovo indebitamento del Campidoglio. “Dal prossimo anno dovremmo indebitarci con le banche peril solo funzionamento della Città metropolitana”, ha spiegato Raggi. Non una bella notizia per un comune tra i più indebitati d’Europa. (G.Z.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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