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Edifici, ANAMMI: sì a “carta d'identità” ma serve defiscalizzare

L'associazione degli amministratori di condominio esplicita la sua idea

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di Redazione | 2016-11-26 29/09/2016 ore 9:43
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:37)

Foto Omniroma

L’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili è da sempre favorevole ad una “carta d’identità” dell’immobile, che ne fotografi la storia e le criticità. Ma per promuoverlo, sottolinea il presidente Bica, “questo strumento deve essere strutturato in modo tale da non gravare sui condòmini, già oberati di tasse”.

Defiscalizzare la “carta d’identità degli immobili”, in modo da prevenire il rischio crolli senza gravare sulle tasche degli italiani. E’ questa la posizione dell’ANAMMI, illustrata dal presidente Giuseppe Bica, in occasione del convegno “L’Italia dei crolli e dei terremoti”, organizzato da Federproprietà a Roma, in collaborazione con l’Ordine Nazionale degli Ingegneri e l’Ordine degli ingegneri di Roma, presso la Facoltà di Ingegneria

L’associazione, unica realtà rappresentativa degli amministratori condominiali presente al tavolo, è da sempre favorevole al fascicolo del fabbricato e ha ribadito l’importanza del ruolo dell’amministratore nella sua gestione. “Dopo la riforma del condominio del 2012 – ha spiegato il presidente dell’ANAMMI – oggi esiste un’anagrafe condominiale che raccoglie parte delle informazioni utili per lo stesso fascicolo. Quei dati, se la carta d’identità dell’immobile diventasse legge, dovranno essere gestiti anche in funzione di questo strumento”.

Dal punto di vista tecnico, è bene ricordare che il fascicolo o carta d’identità dell’immobile è redatto da un tecnico specializzato, incaricato di fornire tutti i documenti relativi alla costruzione, alla struttura, alla staticità, alla sicurezza, all’impiantistica  e alle prestazioni energetiche. Consegnato al proprietario dell’immobile, diventerà poi uno strumento di lavoro anche per l’amministratore di condominio che, nell’ambito della sua attività di gestione, è investito della sua “manutenzione” nel tempo.

Tuttavia, creare il fascicolo ha i suoi costi, come pure aggiornarlo nel tempo. “Questo strumento deve essere strutturato in modo tale da non gravare sui condòmini, che sulla casa già sopportano un notevole carico fiscale e finanziario – ha affermato Bica – Ecco perché puntiamo sulla totale defiscalizzazione di tutte le spese relative alla carta dell’immobile, ovviamente documentate e certificate in assoluta trasparenza”.

Negli ultimi venti anni, ha osservato il numero uno dell’ANAMMI, “la principale obiezione all’obbligo del fascicolo del fabbricato è stata sempre la stessa, cioè che costa troppo. La nostra esperienza ci insegna però che le ristrutturazioni di casa hanno vissuto una buona ripresa grazie ai bonus fiscali ed è questa la strada da seguire anche per il fascicolo”. Inoltre, secondo l’Associazione, la defiscalizzazione del fascicolo non può essere legata semplicemente al rischio sismico, ma deve diventare un meccanismo incentivante valido per tutti i fabbricati privati, se, come auspicato, il fascicolo del fabbricato diventerà uno strumento obbligatorio per tutti gli immobili.

“Per gli stessi amministratori di condominio – ha concluso il presidente Bica – si tratterebbe di una mansione in più da svolgere. Ma ci siamo abituati: la legislazione, negli ultimi dieci anni, ci ha attribuiti compiti sempre più importanti, confermando così la centralità della nostra professione nella gestione del patrimonio immobiliare del Paese.”

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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