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Libretto immobili, quella proposta che compatta le associazioni

L'Anammi, misura ma senza aggravi fiscali. La sponda dei costruttori

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di Redazione | 2016-11-26 29/09/2016 ore 16:29
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:37)

Rendere il fascicolo di fabbricato il più leggero possibile, senza appesantire ancora una volta le tasche degli italiani. Per farlo, l’Anammi, l’associazione degli amministratori di condominio, ha un’idea precisa, forse in grado di ricompattare le categorie del mattone, spesso divise sul tema. Rendere a costo zero l’apertura della pratica, slegandola da ogni balzello fiscale. Attenzione, l’operazione, al netto delle buone intenzioni, non è per nulla facile. Per due motivi.

 

Il primo riguarda l’entità del patrimonio edilizio italiano, tra i più vasti e antichi del mondo. Dotare milioni di immobili di una propria cartella clinica così da prevenire eventuali crolli, come quello di Ponte Milvio, significa imporre alla Pubblica amministrazione uno sforzo notevole, che difficilmente potrà essere sostenuto senza far pagare ai cittadini un costo minimo. Punto secondo, manca una legislazione nazionale in materia che uniformi le norme in materia. Oggi infatti l’obbligatorietà di tale documentazione è prerogativa degli enti locali, comuni in testa. Quello di Roma ci aveva provato nel 1999 con un’apposita delibera, salvo poi il mettersi di traverso del Consiglio di Stato, che ha bocciato il provvedimento. La proposta dell’associazione guidata da Giuseppe Bica piace comunque ai costruttori edili, da sempre sostenitori della misura. In particolare, secondo quanto risulta a Radiocolonna.it, i costruttori vedono di buon occhio la possibilità di accorpare maggiore prevenzione senza costi per gli inquilini.

 

Il risultato è un allargamento della platea favorevole al libretto, visto che in coda ai costruttori si sono messi gli ingegneri, i periti industriali e un pool di esperti edili. In ambienti vicini a tali associazioni si parla di un compattamento in vista di un nuovo pressing sul governo affinchè riprenda in mano il dossier, almeno temporaneamente chiuso come documentato da Radiocolonna.it nei giorni scorsi. Ma prima la strada per arrivare a Palazzo Chigi passa prima per il Campidoglio, dove l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini non pare essere avverso alla misura, purchè sia ben concepita. (G.Z.)  

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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