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Colomban e Mazzillo per salvare Roma

La presentazione dei due nuovi assessori

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di Redazione | 2016-11-26 7/10/2016 ore 15:14
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

“Abbiamo programma e ci avvaliamo di tutte le persone che vogliono portarlo avanti e realizzare quegli obiettivi. Non bisogna affezionarsi ad ex o non ex”. Lo ha affermato il vicepresidente della Camera e deputato del Movimento 5 Stelle, rispondendo a chi gli faceva notare come in passato i neo assessori di Roma, Massimo Colomban e Andrea Mazzillo, si fossero avvicinati ad altri partiti politici. “Colomban – ha proseguito Di Maio – è un grande imprenditore del Veneto che ci ha fatto grandi in tutto il mondo ed è la persona che adesso gestirà le partecipate. Per me è anche un grande segnale all’imprenditoria Italiana: avvaliamoci di chi ha fatto grandi progetti imprenditoriali per risanare anche il pubblico”.

 

Una presentazione in grande stile per Andrea Mazzillo, nuovo assessore al bilancio del Comune di Roma, e Massimo Colomban, che dovrà districarsi nella giungla delle partecipate. Le cronache parlano di alcuni attriti tra l’imprenditore veneto e Paola Muraro su Ama, ipotizzando anche che alla base dei dissidi vi sia la possibilità di un Colomban ad interim all’ambiente e una Muraro fuori dalla Giunta pentastellata. Comunque sia, è fuori di dubbio che Mazzillo e Colomban si ritrovano ad affrontare una delle sfide più grandi che vi possano essere: recuperare Roma, affossata dal debito pubblico e da un sistema di partecipate che drena ulteriori risorse.

 

Partendo proprio da debito, Mazzillo ha dichiarato che esso dovrebbe ammontare a 1,2 miliardi di euro, dieci volte meno di quanto certificato da fonti autorevoli. A chi credere? Se davvero Roma fosse in rosso di “soli” 1.200 milioni, non ci sarebbe bisogno delle iniezioni di liquidità da parte del Governo che sono state bloccate dopo il gran rifiuto ai giochi olimpici. E infatti il neo-assessore al bilancio lo dice: “Per quanto riguarda il governo abbiamo un piano di rientro, discusso con gli uffici tecnici e non ci sono problemi. Risorse non sono necessarie. Se si parla dei saldi di finanza crediamo venga mantenuta la posizione degli scorsi anni”.

 

Non ha dubbi Mazzillo: la colpa delle condizioni disastrose in cui versa la città non va certo addebitata alla Raggi ma, piuttosto, alle gestioni precedenti, che hanno consentito che si protraesse malagestio e clientelismo: “I conti di Roma Capitale non sono in ordine, soprattutto per quanto attiene ai rapporti tra l’ente centrale e le società partecipate, e tutto ciò oltre ad aver rappresentato una delle principali ragioni della vittoria del M5s, costituisce uno dei settori principali di intervento su cui siamo chiamati a operare”.

 

Anche Massimo Colomban ostenta sicurezza, fin dall’esordio in cui risponde con un inglesismo a chi gli chieda come mai abbia deciso di accettare questo incarico: “Quando mi hanno chiamato e ho visto le persone intorno al sindaco, pulite e professionali, ho detto ‘why not’? Sono qui e cerco di dare una mano per amministrare le partecipate con più efficienza. Nessuno vuole privatizzare le partecipare, vogliamo efficientarle”. Che poi ha chiarito quale sia il focus del suo assessorato: “Non parto dal concetto di licenziare persone perché penso che dietro ogni persona c’è una famiglia, si tratta di razionalizzare. So che ci sono persone notevoli all’interno del settore pubblico. Ci sono persone demotivate che vanno rimotivate, va ripreso uno spirito d’amore verso i cittadini”.

 

Da registrare, per entrambi gli assessori, momenti di tensione. Colomban ha avuto un battibecco con la stampa, che ha invitato a non “scrivere falsità. Qualcuno ha scritto che io avrei, grazie ad amicizie con Grillo, favorito delle imprese ad avere dei fondi. È totalmente falso. Vi sfido a trovare qualcosa di questo genere”. Mazzillo se l’è dovuta vedere con le rimostranze della capogruppo del Pd in assemblea, Michela Di Biase, che gli ha ricordato come la sua provenienza sia quella del Pd. (MS)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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