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I banchi di ortofrutta in mano alla camorra

Da Fondi a Roma oltre 6.000 esercizi coinvolti

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di Redazione | 2016-11-26 17/10/2016 ore 9:50
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:39)

Frutta e verdura venduta “da persone simpatiche che parlano napoletano”. È quanto racconta il titolare di un ortofrutta a Federica Angeli su La Repubblica. Peccato che l’accento partenopeo sia il primo indizio che la camorra è entrata anche nel business dell’ortofrutta romano. Di più: la criminalità organizzata crea una sorta –come scrive la Angeli – “di monopolio da cui è obbligatorio servirsi e che riesce a spazzare via con la forza dei prezzi piccole e medie imprese”. I lavoratori del settore ortofrutta sono in genere nordafricani o bengalesi, che, pur di aprire un’attività, sono disposti a consegnarsi mani e piedi alla camorra. Sono oltre 6.000 gli esercizi nel Lazio in mano agli egiziani, con un aumento del 30% rispetto allo scorso anno. Prezzi bassi per prodotti di scarsa qualità, con i lavoratori che dormono in negozio e si sottopongono a turni massacranti, anche di 18 ore.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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