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Salario accessorio; Reggio (Usb), pronti a battaglia con Raggi

I sindacati, prendere risorse dai dirigenti non dai dipendenti

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di Redazione | 2016-11-26 19/10/2016 ore 13:44
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

Il clima è quello della battaglia, che stavolta si chiama salario accessorio. Da una parte c’è il sindaco di Roma Virginia Raggi, vicina a una soluzione che permetta al Comune di recuperare 340 milioni di premi alla prodittività, che secondo il Tesoro sono stati indebitamente pagati tra il 2008 e il 2013 ai 23 mila dipendenti comunali, ricorrendo a una nuova razionalizzazione della spesa da qui a tre anni e che nel complesso dovrebbe fruttare 440 milioni. La soluzione però, e qui sta il problema, non piace ai sindacati, che hanno già minacciato la mobilitazione qualora il Campidoglio non facesse retromarcia. Tutto sta nei tagli alla spesa, nei quali è compreso il blocco dei fondi destinati al salario accessorio 2015, che i lavoratori devono peraltro ancora incassare. In pratica, per reperire le risorse, Raggi vorrebbe intaccare il fondo-dipendenti contenente le risorse per i premi accessori, utilizzando parte degli stanziamenti per il recupero dei salari indebitamente corrisposti. E questo è percepito dai lavoratori come un’ingiustizia.

 

Il perchè dell’agitazione lo spiega a Radiocolonna.it Massimo Reggio, referente per l’Usb al Comune. “Roma ha già dato, già pagato. Hanno praticamente tagliato tutto, dalle stampanti, che sono vecchie di anni alle macchinette del caffè. Non si può più pensare continuare così. Noi ci opponiamo fermamente al blocco del salario accessorio 2015 per finanziare il recupero dei premi precedenti”, spiega il sindacalista. “Non si pensi di andare a toccare ancora il fondo dipendenti. Raggi vuole fare una cosa sensata? Inizi dai dirigenti, che finora non hanno mai pagato. Vada a intaccare il loro di fondo, prenda i soldi da lì”. Per fortuna, ricorda Reggio, “il Comune non può recuperare i vecchi salari accessori direttamente dala nostra busta paga, perchè c’è un decreto del governo che lo impedisce”. 

 

Fin qui l’affare salario accessorio. Poi ci sarebbe la questione debito che, come documentato ieri da Radiocolonna.it, è affare aassai più complicato. Dal Mef, dove dovrebbe spostarsi la discussione nei prossimi giorni, fonti vicine al dossier “nessun incontro è stato ancora programmato, non ci siamo ancora visti per parlarne”. (G.Z.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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