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Rifiuti, Buschini: inaccettabile trattarli fuori regione

L'assessore regionale all'Ambiente lancia l'allarme

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di Redazione | 2016-11-26 24/10/2016 ore 12:26
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:41)

“Non è più sostenibile e anzi, è inaccettabile, che ogni anno oltre un milione di tonnellate di nostri rifiuti siano trattati, valorizzati e smaltiti fuori dai nostri confini. Non dovremo più, insomma, pagare per consegnare ad altri le nostre potenziali risorse. Valeva, questa assurdità, quando quello dei rifiuti era largamente percepito come ‘problema’ da allontanare da casa propria, ma non vale più oggi, quando sappiamo tutti che i rifiuti sono una potenziale risorsa”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente Mauro Buschini, durante il consiglio regionale straordinario sul tema dei rifiuti.
“Nell’analisi del fabbisogno di cui alla Delibera GR n.199 – spiega Buschini – abbiamo definito il fabbisogno di smaltimento, decrescente negli anni, per i rifiuti in uscita dai TMB. Abbiamo detto che questo tipo di impianti deve migliorare la propria dotazione tecnica per evolvere verso il recupero di materia ovvero rilasciare in uscita materiali classificabili come ‘End of Waste’, cioè non più ‘rifiuti’ bensì ‘prodotti’ da destinare ad utili impieghi. Ciò è già acquisito per il CSS, il combustibile solido secondario, che già oggi viene prodotto nella nostra regione da qualche TMB, sebbene in piccole quantità e che è utilizzato nei cementifici. Il CSS è un sottoprodotto che può essere combusto sia nei cementifici che nelle centrali elettriche, in sostituzione del carbone o degli olii combustibili”.

 

Buschini aggiunge: “Occorre perfezionarne la produzione in ogni TMB laziale in cui ciò sia possibile, perché con questa tecnica potremmo ulteriormente ridurre il fabbisogno di linee di incenerimento. Allo stesso modo dobbiamo considerare che anche la FOS, la frazione organica stabilizzata, possa diventare un sotto-prodotto, una matrice mineralizzata e inerte da potersi miscelare con altri materiali per il suo reimpiego. Così per gli scarti di processo, già oggi prevalentemente inviati a recupero, deve sapersi progettare una dotazione tecnica innovativa capace di generare sotto-prodotti da riutilizzare”.

“Attraverso il prezioso supporto fornito da Arpa Lazio – ha aggiunto Buschini – , siamo in grado già oggi di avere a disposizione i dati di trattamento dei rifiuti da parte degli impianti autorizzati del 2016. I dati trasmessi da ARPA lo scorso mese hanno evidenziato che per il periodo 1 gennaio 31 luglio 2016 si sono trattate 994.263,00 tonnellate di rifiuti non differenziati. Nel 2014 la produzione totale annua di rifiuti non differenziati era stata pari a 2.073.721,63 tonnellate. Questo dato, rapportato a 7 mesi (gennaio – Luglio 2014) era pari a 1.209.670,95 rispetto ai 994.263,00 accertati nello stesso periodo del 2016. Di fatto dal 2014 al 2016 c’è una riduzione percentuale pari al 17% dei rifiuti inviati a trattamento”.

“Si aspetta comunque il dato totale perché il mese di dicembre in genere presenta maggiore produzione. In ogni caso il risultato è significativo –conclude Buschini – Emergono due considerazioni: da una parte la consolidata autosufficienza di impiantistica Tmb, tanto che lo stesso incendio che ha reso inutilizzabile l’impianto di Pontina Ambiente non ha creato emergenza, ma i rifiuti sono stati ripartiti tra gli altri impianti esistenti. È evidente, però, che il gap impiantistico nella città di Roma Capitale sia stato colmato dagli impianti TMB ubicati nelle provincie di Latina, Frosinone e Viterbo che hanno destinato rispettivamente il 63% il 35% e il 28% della loro attività ai rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalla Provincia di Roma e Roma Capitale”. (Fonte Omniroma)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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