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Metropolitana, arrivano i rilevatori di esplosivi

Sperimentazione sulle linee A e B

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di Redazione | 2016-11-26 8/11/2016 ore 11:47
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:43)

C’è una notizia buona e una cattiva, come troppo spesso accade quando si parla di trasporto pubblico a Roma. Quella buona è che a breve partirà una sperimentazione sulle linee A e B della metropolitana che permetta di rilevare, in un lasso di tempo compreso tra i 10 e i 30 secondi, eventuali kamikaze imbottiti di tritolo. Si tratta di un body scanner che, unito a un sistema di videosorveglianza per evidenziare comportamenti sospetti, consente di individuare immediatamente potenziali attentatori. La notizia cattiva è che, finora, chiunque, munito di semplice titolo di viaggio, poteva scendere nella metropolitana romana e farsi saltare tra pendolari e turisti senza che nessun mezzo di prevenzione venisse messo in campo. Vale a dire: l’abbiamo scampata bella.

 

D’altronde, l’assoluta mancanza di prevenzione è un problema assai grave che coinvolge non soltanto il trasporto pubblico urbano, ma anche quello dei treni. Non molto tempo fa, un ragazzo con problemi mentali era entrato in metropolitana con un mitra giocattolo, scatenando il panico. E se non si fosse trattato di un’arma finta, ma di un vero fucile d’assalto? E che dire dell’Alta Velocità? E’ vero, le stazioni di Milano e Roma sono presidiate dall’esercito. Ma possono bastare pochi uomini per impedire che uno sconosciuto, con uno zaino imbottito di tritolo, si rechi sul treno e lo faccia saltare in aria? Ovviamente no, anche perché i controlli – se così si possono chiamare – non sono svolti da membri delle forze armate, ma da impiegati di Trenitalia. Chi di loro avrebbe i mezzi necessari per impedire una strage? Nessuno, appunto. La prevenzione è fondamentale tanto quanto lo è in aeroporto, ma in Italia, nonostante i numerosi esempi in altri paesi, ancora non ci siamo adeguati e abbiamo deciso che il treno è sicuro. Ma è davvero così?(MS)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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