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Ama, il ritratto di Antonella Giglio

Il nuovo amministratore delegato si trova di fronte a una battaglia epocale

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di Redazione | 2016-11-26 10/11/2016 ore 10:10
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:43)

Il giorno dopo la nomina ad amministratore delegato di Ama, il quadro che spieghi chi è Antonella Giglio inizia a farsi un po’ più chiaro. Nata a Varese, studi tra Bolzano e Milano, un legame viscerale con il capoluogo lombardo nonostante le esperienze lavorative che a volte l’hanno portata lontano dal nord, la nuova ad di Ama si pone di fronte alla sfida più grande della sua carriera professionale sollevando qualche perplessità. Innanzitutto, perché proprio lei? La Giglio è un’abile avvocato, specializzata in diritto amministrativo. Interrogata su questo punto, la nuova ad di Ama ha dichiarato che è “abbastanza sconsolante vedere una città così bella in queste condizioni. Voglio mettere al servizio della città dove vivo tutte le mie conoscenze, soprattutto quelle che riguardano gare e contratti. Per il resto mi farò sostenere dai tecnici dell’azienda e poi avrò il valido aiuto dell’assessore Paola Muraro, persona molto competente che ho già incontrato più volte”.

 

Proprio l’assessore Muraro, insieme al “collega” Colomban, è stata la direttrice di questa operazione. Mentre il sindaco di Roma, Virginia Raggi, si è già chiamata fuori dalla partita, liquidando con una battuta chi le chiedesse che ruolo avesse giocato: “Mi è stata presentata fugacemente per ora”. Dunque una scelta del tandem Colomban-Muraro che dovrà necessariamente portare a risultati in tempi rapidissimi”.

 

La Giglio mostra di avere le idee chiare, come testimoniato da due diverse interviste, la prima al Messaggero, la seconda a Repubblica: “Vorrei – dice l’ad al quotidiano del gruppo Caltagirone – rendere Ama più efficiente e garantire trasparenza e legalità nell’azienda. Da quando vivo a Roma sono dispiaciuta nel vedere che la città non è pulita, spesso i cittadini non hanno senso civico e contribuiscono a sporcarla. Ma anche l’azienda deve migliorare”. Come le è venuto in mente di candidarsi? “Un amico consigliere comunale M5S mi ha spiegato che sarebbe stato pubblicato il bando e ho deciso di presentare il mio curriculum. Sono esperto di diritto amministrativo. Ad esempio penso che le mie competenze siano utili in tema di appalti, in passato in azienda ci sono stati problemi. Studierò le carte con grande attenzione, voglio migliorare la situazione dei bilanci dell’Ama. Possibile che solo in altre città le aziende che si occupano di rifiuti facciano profitti?”.

 

Una battuta anche sulle necessità, da parte dei romani, di avere maggiore senso civico: “Vorrei che tutti comprendessero il valore del rispetto dei luoghi pubblici. In fondo Roma è la casa di tutti e nessuno getterebbe mai i rifiuti dentro la propria casa. Il sistema delle sanzioni non ha mai funzionato in modo efficace. Penso a quando, durante l’amministrazione Marino, si ipotizzò di multare coloro che gettano le cicche delle sigarette per strada. Sulla carta è giusto, ma non so quanto sia fattibile nella pratica”.

 

Infine, il nodo del direttore generale. Stefano Bina, attuale dg, ha il mandato in scadenza il 31 dicembre. C’è tempo sufficiente per indire il bando per confermare o sostituire Bina? “Sì, ce la possiamo fare, ma non penso sarebbe un problema se dovessimo concedere al direttore generale in carica una breve proroga”. (MS)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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