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Atac: in concerto durante malattia, no proscioglimento autista

indagato per truffa perché, per 5 volte, tra il 2013 e il 2014, si era assentato dal lavoro presentando certificati di malattia, e, nello stesso tempo, si era esibito in locali pubblici

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di G.I. | 2018-05-9 9/05/2018 ore 18:13

No al proscioglimento dell’autista dell’Atac indagato per truffa perche’, per 5 volte, tra il 2013 e il 2014, si era assentato dal lavoro presentando certificati di malattia, e, nello stesso tempo, si era esibito in
manifestazioni canore in locali pubblici. La sesta sezione penale della Cassazione, per la seconda volta, ha annullato con rinvio la decisione del gup di Roma di dichiarare il non luogo a procedere nei confronti del dipendente Atac. Secondo il giudice, non erano stati acquisiti “elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio”, ma contro la sua sentenza hanno presentato ricorso sia la procura della Capitale che la societa’ di trasporti.

Secondo i pm “la natura delle patologie e l’accertamento della compatibilita’ con le esibizioni canore
dell’imputato avrebbe necessitato di accertamenti piu’ approfonditi nel contraddittorio delle parti processuali”, anche con riferimento alla “reiterazione delle indisponibilita’ dell’imputato attestate da ripetute certificazione mediche rispetto alle contemporanee attivita’ canore che fanno
propendere, secondo l’accusa, per un uso strumentale della documentazione sanitaria”.

L’Atac, inoltre, nella memoria depositata al ‘Palazzaccio’, aveva sottolineato che il dipendente aveva “indotto in errore la direzione di Atac spa di Roma che lo retribuiva durante i periodi di assenza (e pertanto di attivita’ non prestata) procurandosi un ingiusto profitto con corrispondente danno per l’azienda per un importo che ammontava a 785,56 euro”.

La Suprema Corte, con una sentenza depositata oggi, hariaperto il procedimento, trasmettendo di nuovo gli atti al tribunale di Roma. “Il giudice dell’udienza preliminare non ha espresso una prognosi globale di inutilita’ del dibattimento relativa all’evoluzione del materiale probatorio raccolto”, ma
“ha invece compiuto – osserva la Cassazione – una preconcetta svalutazione anticipata ed atomistica del compendio acquisito da sottoporre al contraddittorio dibattimentale”. Per queste ragioni, il gup dovra’ tornare ad esaminare la vicenda.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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