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Roma, giungle e rifiuti nei parchi: una possibile soluzione

Manuale di sopravvivenza per mantenere il decoro nel verde di Roma: il Comitato Caffarella a Radiocolonna

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2018-07-6 5/07/2018 ore 9:00
(ultimo aggiornamento il 6 Luglio 2018 alle ore 8:53)

Tra sterpaglie e rifiuti sparsi tra le aree verdi della Capitale, appare impossibile delineare un piano organico per la cura dei parchi. Così si naviga a vista, tra un servizio giardini comunale ai minimi storici e la gestione spesso demandata alla buona volontà di associazioni e volontari. E il manuale di sopravvivenza parte proprio da qui per capire come si riesce a ovviare all’incuria e all’assenza di mezzi ed effettivi.

Negli ultimi giorni il Parco della Caffarella è apparso in molti punti libero dalle sterpaglie che per mesi sono cresciute copiose e indisturbate.

“L’ha sistemato il Comune? Ma no, siamo stati noi – racconta a Radiocolonna Rossana De Stefani, presidente del Comitato per il Parco della Caffarella – le associazioni che si occupano di verde fanno il possibile ma il Comune di Roma dovrebbe riprendere in mano la situazione”.

Far gestire queste aree ai cittadini, spiega De Stefani, rappresenta per loro un onere non indifferente, visto che devono dotarsi di un’assicurazione. Un disincentivo alla buona volontà di cittadini volenterosi che è contenuto in una determinazione dirigenziale del Dipartimento Tutela Ambientale dello scorso agosto che si basa su una delibera precedente “(..)“Il singolo soggetto privato o associazione, società ecc che svolge gli interventi predetti dovrà essere dotato di apposita assicurazione per la copertura dei rischi occorrenti ai volontari, al personale professionale eventualmente impiegato e nei confronti dei terzi con le seguenti modalità: copertura infortuni individuale e/o cumulativa per caso di morte e invalidità permanente da euro 100000; copertura RC terzi individuale e/o cumulativa con massimale di almeno 300mila euro(..)

 

L’associazione dei volontari si occupa di verde pubblico dopo aver stipulato una convenzione con l’Ente Parco Appia Antica. Tra i modi con cui riesce a finanziarsi c’è anche il 5×1000, un aiuto tramite cui sostenitori e amanti del parco destinano una quota dell’IRPEF al lavoro del comitato. Secondo la presidente, la crisi del verde pubblico a Roma ha origini antiche, risalenti addirittura al secondo mandato di Veltroni. “Con Mafia Capitale il problema è deflagrato ma la crisi era già in atto” precisa De Stefani prima di ricordare come nei primi anni 2000 il verde cittadino venisse ancora trattato bene.

Capitolo rifiuti: come limitare la presenza di immondizia nei parchi? Al netto dell’imprevedibile inciviltà di cittadini che sversano rifiuti in mezzo al verde, un modo c’è ed è l’eliminazione dei cestini. “Su nostra richiesta l’Ente parco ha tolto tutti i cestoni dal parco – spiega la presidente – in questo modo il cittadino civile fa qualche metro in più e getta i rifiuti fuori. Quello incivile purtroppo è davvero difficile da contrastare.”

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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