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Inchiesta nomine: dirigente Comune, Marra fece nome fratello

Sentito De Santis, delegato Raggi al personale

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di Redazione | 2018-07-24 24/07/2018 ore 15:44

“Ricordo che nella riunione del 26 ottobre del 2016, nel giorno in cui scadeva l’interpello per la nomina dei dirigenti e quindi il termine non era ancora chiuso per la presentazione delle candidature, Raffaele Marra, allora capo del Personale, fece anche il nome di suo fratello Renato tra coloro che erano in lizza per una promozione. Non affrontammo mai la questione della fascia retributiva e nel suo brogliaccio non era segnalata per nessun candidato. L’assessore al commercio Adriano Meloni, che era presente, si disse favorevole”. E’ quanto affermato in aula da Antonio De Santis, delegato del sindaco di Roma al personale, sentito nel corso del processo che vede Virginia Raggi imputata per falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex capo del Personale, a direttore della direzione Turismo del Campidoglio.

Rispondendo alle domande del giudice monocratico, De Santis ha affermato che Raffaele Marra gli parlò “tante volte di suo fratello, anche prima di quell’interpello che come amministrazione decidemmo di fare sia per ruotare gli organici dirigenziali sia per dare un segno evidente di trasparenza in certe scelte. Renato era un soggetto molto apprezzato in Campidoglio, era stato anche premiato dall’amministrazione straordinaria del prefetto Tronca, era ritenuta una persona di valore con le sue legittime aspirazioni, spesso frustrate dalla presenza del fratello”. Dal canto suo Raggi non voleva “per questioni di opportunità che Renato Marra fosse promosso a capo o vice capo della Polizia Municipale e lui, su questo punto, mi disse che avrebbe fatto anche un passo indietro di fronte a questa possibilità”.

Il fratello di Raffaele Marra “era fortemente voluto dall’assessore al commercio Meloni che alla fine fu accontentato solo su quel nome e inoltre la sua nomina alla Direzione Turismo era vista come una soluzione che non avrebbe creato criticità”. A tal proposito il dirigente ha citato anche una mail ricevuta il 7 novembre del 2016 da Meloni, “indirizzata per conoscenza anche Raffaele Marra e alla sindaca con la quale si complimentava con tutti per aver suggerito il nome di Renato Marra.

Meloni e Renato Marra avevano già lavorato assieme quando andarono in moto in occasione di uno dei tanti blitz contro abusivismo commerciale”. Il teste ha concluso l’audizione citando una telefonata ricevuta dal sindaco il 14 novembre scorso quando la nomina di Marra senior era finita all’attenzione degli organi di stampa. “Era su tutte le furie – ha aggiunto De Santis -. Mi chiese se sapevo che Renato Marra avrebbe avuto un aumento di stipendio. Chiamai Raffaele Marra il quale mi rispose che la sindaca sapeva tutto anche perche’ le aveva mostrato il brogliaccio con tutti i nomi dei dirigenti in lizza per le varie nomine. Quel brogliaccio, una sorta di griglia con le varie caselle da occupare, lo aveva fatto Raffaele Marra.

Su nessun nominativo era indicata la nuova fascia di retribuzione ma trattandosi di nomine e promozioni la cosa era di fatto implicita. Io so per certo che nelle riunioni precedenti mai si parlò della fascia di stipendio di Renato Marra e che dopo quella telefonata fatta a me ebbi la percezione che la sindaca era fortemente risentita con Raffaele. Escludo anche che la sindaca conoscesse gli stipendi dei dirigenti e cosa avrebbe comportato una eventuale promozione”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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