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Nel day after della protesta, ancora polemiche fra organizzatrici e Comune

Le organizzatrici a confronto a ‘Mezz’ora in più’ con il vicesindaco Bergamo che dice: “Roma non ha risorse sufficienti”

2018-10-28 28/10/2018 ore 16:26

il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo a 'Mezz'ora in piu' su raitre

I toni sono sereni e civili, ma i contenuti non cambiano. La protesta non si placa nel day after della manifestazione al Campidoglio: le sei donne organizzatrici dell’evento sono state chiamate da Lucia Annunziata nello studio di ‘Mezz’ora in più’ a Raitre per confrontarsi con il vicesindaco Luca Bergamo. Il quale non può fare a meno di notare che “manifestare è un’espressione di democrazia, e quand’anche fosse stata di elite, anche questa ha diritto ad esprimersi”. Peccato, però, sottolinea Bergamo, che personaggi come Calenda “ci abbiano voluto mettere il cappello”. “Noi non siamo del Pd – aveva appena argomentato Emma Amiconi, una delle organizzatrici”, ribattendo anche ai post su Facebook di Virginia Raggi, “noi è dal maggio scorso che stiamo lavorando rinunciano a supporto e sostegno dei partitti, e mettendoci anche i nostri soldi. La sindaca invece la ‘butta in caciara’ con la sua ossessione del Pd”. E poi, insistono “non c’era solo il centro storico, ma anche le periferie e le borgate. Eravamo 10mila”.

Bergamo, incalzato dall’Annunziata, nega che da parte del Campidoglio ci sia un “muro” verso queste proteste. Il problema, spiega, è che “la città vive di raccolta fiscale, e le risorse sono insufficienti: servono condizioni di gestione straordinaria per una città che si porta appresso un debito gigantesco”. I “passaggi” che poi portano alla realizzazione di opere o lavori “sono molto lenti”, gravati da burocrazia e dai controlli anticorruzione “e questo è una fatica enorme”.

Inevitabile un confronto anche su San Lorenzo, un degrado, contestano le sei donne “segnalato e denunciato” varie volte. “La sindaca e la presidente del Municipio – osserva Bergamo – hanno più volte informato il Viminale, perchè fosse disposto un intervento duro nei confronti di quel luogo”.

Bergamo glissa sulle eventuali dimissioni di Virginia Raggi:  “non vedo per quale ragione il processo non debba concludersi con un’assoluzione”. In caso contrario “la Raggi farà le sue valutazioni, ma in ogni caso la continuità dell’amministrazine va assicurata” e  conclude sottolineando come Roma stia vivendo un momento di transizione “un giudizio – conclude – va dato nel corso del tempo”.

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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